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Nicola Zalewski Leicester Roma Conference LeagueGetty

Un nuovo gioiello per la Roma: Zalewski non si ferma più, Mourinho ha vinto la sua scommessa

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Un piccolo passo verso la finale di Conference League, seppur non decisivo. La Roma, pareggiando 1-1 in casa del Leicester nella semifinale di andata che si è disputata al King Power Stadium, si è concessa una possibilità importante: giocarsi tutto tra le mura amiche di un Olimpico che si prospetta gremito in ogni ordine di posto.

Il goal masso a segno da Pellegrini non avrà valore doppio come accadeva in passato, ma già il fatto di essere usciti indenni dalla sfida disputata in Inghilterra rappresenta un buon punto di partenza in vista del match decisivo. Quello che metterà effettivamente in palio il pass per la finalissima di Tirana.

Nella sfida che si è disputata in casa del Leicester, gli uomini di Mourinho hanno avuto il merito di portarsi in vantaggio al 15’, di saper gestire la pressione degli avversari quando sono stati chiamati a farlo, e anche di saper soffrire quando c’è stato da soffrire.

Una prestazione da squadra matura e pronta allo step successivo dunque, così come spiegato dallo stesso Special One dopo il triplice fischio finale ai microfoni di ‘Sky’.

“Questa partita, cinque o sei mesi fa, l'avremmo persa. Siamo stati coraggiosi all'inizio, poi senza il pallino del gioco è difficile resistere. Probabilmente potevamo uscire da qui con uno 0-1, ma anche l'1-1 è accettabile. La finale sarà a Tirana ma anche a Roma tra una settimana”.

Il tecnico lusitano, al termine della partita, ha riservato parole importanti anche per Nicola Zalewski. Il nuovo gioiello giallorosso infatti, al King Power Stadium ha vissuto una serata da grande protagonista.

“E' importante e bello per noi. Un ragazzino arrivato a 9-10 anni che gioca in prima squadra".

L’esterno classe 2002 cresciuto nel settore giovanile della Roma, sta vivendo l’annata della sua esplosione ed ora può essere considerato uno dei punti fermi dell’undici giallorosso. Contro il Leicester ha sfoderato una grande prova fatta di tanta corsa, qualità e dedizione tattica, che è scandita anche dallo splendido assist per Pellegrini nell’azione che ha permesso ai capitolini di portarsi momentaneamente sull’1-0.

Una prestazione completa sotto ogni punto di vista, su un campo molto difficile e in uno stadio incandescente. Una partita da migliore in campo in assoluto.

Zalewski, che lo scorso 23 gennaio ha compiuto venti anni, ha dunque confermato quanto fatto vedere in tutte le ultime settimane: è in crescita continua e già pronto a giocare ad alti livelli.

Non avendo mai potuto contare su Spinazzola nel corso di questa stagione, Mourinho ha cercato varie soluzioni a sinistra nel corso dei suoi primi mesi in giallorosso. Prima ha dato fiducia a Viña, l’esterno uruguaiano arrivato la scorsa estate dal Palmeiras e poi ha anche tentato la carta Maintland-Niles (l’esterno arrivato in prestito a gennaio dall’Arsenal è però un giocatore di fascia destra), prima di puntare tutto sul ragazzo polacco nato e cresciuto a Tivoli.

Dopo tanta panchina e qualche spezzone di partita, Zalewski è stato lanciato nel corso del secondo tempo di un Roma-Verona di campionato dello scorso 19 febbraio, quando i giallorossi erano sotto di due reti e chiamati a rimontare.

Dopo aver ‘risposto presente’, si è preso una maglia da titolare e non l’ha lasciata più. I numeri parlando chiaro: da quel momento in poi, Zalewski tutte le successive otto partite di campionato partendo sempre dal 1’ ed è stato schierato sempre nell’undici iniziale anche nelle ultime tre sfide di Conference League: le due dei quarti contro il Bodo/Glimt e quella con il Leicester appunto.

Mourinho ha dunque trovato l’elemento giusto per il suo 3-4-2-1 e le risposte sono sempre state positive. Posizionato a tutta fascia Zalewski, che già ha ampiamente dimostrato di avere tra l’altro grande personalità, si è rivelato essere elemento già a affidabile e capace di fare la differenza con i suoi strappi.

“Alcune volte incappo ancora in imprecisioni in fase difensiva - ha ammesso ai microfoni di ‘Sky’ dopo la partita con il Leicester - ma i compagni hanno sempre una parola di conforto per me se mi capita di commettere una piccola sbavatura. Il mister mi chiede di andare nell’uno contro uno e di fare ciò che faccio quando gioco da esterno alto. Magari se giochiamo conto un esterno molto largo, io mi abbasso per dare una mano ad Ibanez. Spinazzola? Cerco di rubargli qualcosa in ogni allenamento, è un idolo per me”.

Intelligente, duttile, veloce e abile nel dribbling, proprio come Spinazzola gioca a sinistra, pur essendo un destro.

La Roma e Mourinho hanno dunque individuato in lui il giusto elemento per non far rimpiangere l’azzurro durante la sua lunga assenza. Zalewski ha sfruttato al meglio l’occasione ed avendo già esordito nella Nazionale maggiore polacca, chissà che per lui i Mondiali del 2022 non possano rappresentare il passo successivo verso la definitiva consacrazione.

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