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Jorginho Italy 2018Getty Images

Jorginho sui Mondiali: "Non sapevo neanche chi giocava e a che ora"

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Difficile seguire un Mondiale da escluso. Specialmente se sei tra i campioni d'Europa in carica.

Jorginho è tornato a parlare e lo ha fatto nel giorno del suo 32esimo compleanno ai microfoni di Sky Sport. Nella lunga intervista, il centrocampista della Nazionale ha toccato più temi compreso ovviamente il mancato Mondiale in Qatar che alla fine ha incoronato l'Argentina di Messi.

Quella dell'eliminazione ai playoff contro la Macedonia resta una ferita ancora aperta per gli italiani tutti, calciatori e tifosi. La mancata partecipazione (la seconda di fila) alla rassegna iridata, la più importante di tutte, ha fatto talmente male a Jorginho che all'inizio il play di Mancini non riusciva neanche a guardare le partite dei suoi colleghi. Queste le sue parole:

"Seguire la Coppa del Mondo è stato molto difficile, specialmente all'inizio. Non volevo guardare le partite, ho fatto un viaggio con la mia famiglia e ho guardato soltanto un paio di gare, quelle degli amici. Non sapevo gli orari, non sapevo chi giocava, non volevo guardare perché sinceramente non provavo interesse. Dopo, verso la fine, è tornato il Jorginho amante del calcio e ho iniziato a seguire un po' di più".

Come biasimarlo: era impossibile, per chi ama il calcio, soltanto pensare di perdere una finale come quella tra Argentina e Francia, tra Messi e Mbappé, che si preannunciava spettacolare e incerta ancor prima del calcio d'inizio.

"È stata una finale incredibile, la migliore che io possa ricordare. Dopo il primo tempo ero un po' dispiaciuto per come stava andando perché non era una partita così viva o combattuta, pensavo fosse finita. Poi dal nulla la Francia si è svegliata, quello è il bello del calcio. È diventata una partita strepitosa, quella che un Mondiale merita come finale, bellissima. Da calciatore mi viene da pensare a Mbappé: se fai quattro gol in una finale, compreso il rigore, e non vinci, è davvero pesante. Ovviamente ogni volta che Messi toccava il pallone c'era la sensazione che potesse combinare qualcosa. Sono due giocatori che hanno fatto qualcosa di straordinario, bisogna solo ringraziarli per lo spettacolo che ci hanno regalato".

Spettacolo del Mondiale (con tanto di qualche giorno di vacanza) archiviato, per Jorginho è già tempo di ripartire con il Chelsea che in Premier League è chiamato a rincorrere. Si gioca già nel turno del boxing day: la squadra di Potter, ottava (e reduce da tre k.o. consecutivi) ospiterà il Bournemouth nel posticipo delle 18:30 del 27 dicembre.

"Dal punto di vista fisico, la sosta e il mini-ritiro hanno aiutato a recuperare dalla fatica. L'Arsenal capolista non mi sorprende, stanno creando una mentalità forte e già dall'amichevole di luglio ho detto che avrebbero fatto benissimo. Il Newcastle terzo è una sorpresa, ma anche lì si è creata l'atmosfera giusta. Potter è molto simpatico e una brava persona, un lavoratore preparato e con le idee chiare che sta creando un bel rapporto con noi giocatori basato su fiducia e comunicazione. Credo che anche noi siamo sulla strada giusta per fare bene".
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