Gavin Bazunu, il giovane portiere del City che dovrà 'fermare' la corsa di CR7

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Goal

C’è solo una cosa che può fermare Cristiano Ronaldo dal diventare il numero uno in assoluto in termini di goal segnati con le nazionali. Ed è un giovane portiere che attualmente gioca nella terza serie del calcio inglese.

Gavin Bazunu giocherà il suo quinto match con la nazionale maggiore dell’Irlanda. E si troverà di fronte il più difficile avversario della sua carriera. Sembra improbabile che il compito di rimediare un clean sheet contro Ronaldo sia affidato a un 18enne. Ma la crescita del giovane portiere è stata notevole e c’è addirittura una buona speranza che Bazunu possa riuscire a tenere la rete inviolata anche contro CR7.

Il giovane talento è di proprietà del Manchester City, ma in questa stagione è in prestito al Portsmouth, in League One. Ha iniziato la sua stagione con tre clean sheet nelle prime tre partite, dimostrando di essere già in ottima forma. Gli approcci nelle nuove realtà sono il suo forte, visto che già a 16 nello Shamrock Rovers era riuscito ad imporsi subito.

Nel 2018 il club più importante d’Irlanda stava attraversando un momento nero, con i portieri in piena crisi. E così l’allenatore Stephen Bradley ha lanciato Bazunu, dopo che il titolare Chencinski aveva subito cinque reti dal Dundalk. Risultato: quattro clean sheet nelle prime quattro partite.

“A 16 anni non vorresti mai bruciare un ragazzo, specie se un portiere, ma a volte non puoi tirarti indietro. Se sono pronti, sono pronti”, dichiarò Bradley dopo quel debutto.

In quei quattro clean sheet è anche incluso un rigore parato al Cork City. L’ultima squadra che ha affrontato in Irlanda, prima che arrivasse la chiamata del Manchester City pochi mesi dopo.

Molti giocatori irlandesi giocano a calcio per passione e lavorano per arrotondare e pagare le bollette. David McMillan, attaccante del Dundalk e top scorer in Champions League tra i giocatori del campionato irlandese, fa l’architetto.

Luke Byrne arrotondava facendo l’allenatore dell’Under-15 dello Shamrock Rovers e giocava in prima squadra quando Bazunu ha fatto il suo esordio. E ha raccontato a Goal le sue sensazioni.

“Abbiamo promosso Gavin a portiere titolare per la prima partita della stagione degli Under-15, ma poi scalava le gerarchie, sempre sotto età. Faceva talmente bene che era chiaro a tutti che non avrebbe più giocato con noi.

Giocava nell’Under-19 a 15 anni.Era già diretto verso la prima squadra. Ha subito fatto bene. La cosa affascinante è che in allenamento negli esercizi di possesso faceva ciò che normalmente veniva chiesto ai centrocampisti. Ed era il quarto portiere. Era particolare, aveva 15 anni. Bizzarro. Mai visto”.

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L’abilità coi piedi di Bazunu è uno dei motivi per cui si è fatto strada così velocemente anche a livello di nazionale, anche se non ha mai giocato con la prima squadra del City. L’allenatore Stephen Kenny sta cercando di discostarsi dal tradizione approccio palla lunga-fisico portato avanti dai suoi predecessori - per la verità con risultati alterni - e vuole iniziare a impostare anche dal basso. Avere uno come Bazunu gli dà questa opportunità. Oltre che sicurezze alla difesa.

Anche l’allenatore del Portsmouth Danny Cowley è rimasto sorpreso di quanto Bazunu fosse bravo con la palla tra i piedi durante il primo mese di prestito al club.

“Gavin può anche giocare molto lontano dalla porta e ci permette di usarlo come riferimento. È come avere un uomo in più iil campo. Credo possa proprio essere un grande protagonista nel nostro gioco offensivo”

A Bazunu non manca la fiducia. Vuole usare le sue opportunità per mettersi in mostra e colpire Pep Guardiola.

“Non sarei andato al City se non avessi pensato di poter diventare il titolare. Ogni giorno lavoro per quell’obiettivo”.

Il City nel 2018 lo ha pagato mezzo milione di euro, ma erano molti i club interessati a lui, come ha ammesso Byrne.

“Ha attirato subito molte attenzioni. Lo sapevo dalla sua attitudine, da come mi parlava. Si allenava molto, l’escalation è stata impressionante. Era sicuramente il miglior portiere nell’academy, ma era solo il terzo portiere dell’Under-17. Si è fatto notare per i miglioramenti con i piedi.

Era sempre con l’allenatore dei portieri. Lo seguiva, gli parlava. Facevano sessioni specifiche. Cercava sempre un feedback.

Una mattina, di lunedì, i ragazzi stavano parlando delle partite della Premier League. Gav ha iniziato ad analizzare i portieri, le loro decisioni, la loro tecnica. Non c’erano distrazioni. Era solo calcio.

Per me il momento chiave è stato quando siamo andati a giocare contro il Chelsea con la nostra Under-16. Volevano vedere Gavin, volevo portarlo nella loro academy.

È stato comodamente il miglior giocatore in campo. Sembrava un ventenne in mezzo agli Under-16. Ho pensato che il Chelsea fosse il top, ma Gav era meglio di tutti loro. Era speciale”.

Poche giornate dopo la partita con il Chelsea, Bazunu ha fatto l’esordio con lo Shamrock in prima squadra. È stato facilitato dall’inferiorità numerica del Bray per quasi tutta la partita, ma ha impressionato in situazioni difficili.

“Qualunque cosa abbia fatto, l’ha fatta bene, non è mai stato nervoso”, ricorda Byrne. “In una gara europea contro l’AIK, in trasferta in Svezia, al 90’ per perdere tempo uscì dalla propria area prendendosi i fischi di tutto lo stadio.

15mila svedesi che gli urlavano contro. Mai vista una cosa simile. Come giocatore non ho mai dubitato di lui. Volevamo che giocasse sempre. Aveva 16 anni ma un’intelligenza fuori dal comune. Non mi ha sorpreso il trasferimento al City”.

Bazunu ha fatto un’apparizione in Champions con il City in panchina, ma quest’anno vuole mettersi in mostra in League One. Prima però dovrà sfidare Cristiano Ronaldo a Faro, in Portogallo-Irlanda. Riuscirà a fermare CR7 e la sua corsa al record? Byrne ci spera.

“Sarebbe incedibile no? Sarebbe una bella storia da raccontare”.