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Ousmane Dembele Barcelona 2019-20Getty Images

Dembelé e il Barcellona, storia di un amore mai nato: ora la cessione è vicina

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Un talento infinito, un potenziale tecnico e fisico senza limiti, ma un carattere difficilmente gestibile: a distanza di tre anni dal suo passaggio al Barcellona Ousmane Dembelé sembra al capolinea della sua avventura nella big spagnola. Una serie numerosa di infortuni e qualche comportamento poco professionale avrebbero spinto la dirigenza blaugrana ad accettare l'idea di una cessione, nonostante l'enorme investimento fatto.

Nell'estate del 2017 il club catalano si trova 'obbligato' a correre ai ripari sul mercato dopo la clamorosa cessione di Neymar al PSG: tra i tanti possibili eredi i vertici blaugrana scelgono proprio lui, quel ragazzino che aveva incantato il calcio tedesco con la maglia del Borussia Dortmund, capace di spettacolari discese a rete e ritenuto tra i principali 'crack' del calcio europeo. Del resto il club giallonero ha da sempre avuto una particolare predisposizione alla scoperta dei campioni di domani: ma le cose a Barcellona non vanno secondo i piani.

Le cifre sono da capogiro: 105 milioni di euro più bonus per il cartellino con un ingaggio 'monstre' di 12 milioni di euro a stagione più bonus: pressione su pressione per un 20enne già chiamato a prendere senza troppe attese l'eredità di uno dei più forti giocatori del pianeta.

A distanza di tre anni Dembelé si è dimostrato incapace di gestire questo enorme peso mediatico, complice anche una serie incredibile di problemi fisici che ne hanno fortemente limitato la crescita fisica e tattica nello scacchiere del Barcellona.

 Il trasferimento di Ousmane Dembélé al Barcellona è stato uno dei più costosi e discussi della storia recente. Un investimento massiccio per un giocatore di talento, ma che ha richiesto una grande fiducia da parte della dirigenza. Gli appassionati di betting possono scommettere anche sul calciomercato, come ad esempio su Netbet. Qui, alla registrazione, i nuovi utenti possono utilizzare un codice bonus Netbet facoltativo.

dembele sevilla camp nou

Un matrimonio nato male in partenza, con quella presentazione sul prato del Camp Nou che aveva suscitato l'ironia del web e non solo: quei goffi palleggi sul terreno di gioco e quel numero mal riuscito davanti ai fotografi lo avevano esposto immediatamente alle feroci critiche dei tanti detrattori, che ritenevano già allora la cifra spesa del tutto esagerata.

L'emozione, del resto, gioca brutti scherzi anche a certi livelli, soprattutto se si tratta di un 20enne chiamato a gestire una situazione probabilmente troppo grande. Proprio come sottolineato da Kevin Prince Boateng, suo compagno di squadra durante la breve parentesi al Barcellona:

"E' un ragazzo molto calmo, non parla molto. Per me è ancora come un bambino. Devi prenderlo così com’è. Ci sono giocatori che arrivano in ritardo agli allenamenti in segno di sfida ma per lui è diverso. È proprio come un ragazzino. Uno che però guadagna molti soldi e ha una grande visibilità pubblica. Bisogna aiutarlo a scegliere la direzione giusta da dare alla sua carriera. Se non impara, allora è colpa sua. Per me è ancora un ragazzino che è stato gettato in questa grande piscina. Improvvisamente ha visto spendere 150 milioni di euro per lui da un giorno all’altro , senza ancora sapere come funziona questo mondo. Vuole solo giocare a calcio".

E negli ultimi tre anni quel 'ragazzino gettato in una grande piscina' non è mai riuscito a emergere, soffocato dalla pressione di un ambiente dove devi imparare in fretta a nuotare veloce. Troppi i problemi fisici, tante le ricadute che lo hanno costantemente allontanato dal rettangolo di gioco a più riprese.

Tanti anche i comportamenti sopra le righe poco apprezzati dalla società: nel 2018 alcuni media parlavano delle notti passate a giocare con la Playstation consumando cibi da fast food, poi gli innumerevoli ritardi agli allenamenti, le scintille con i giornalisti e quella fuga in Senegal con 5 ore di sonno in aeroporto dopo aver nascosto un infortunio. Una vita poco professionale che mal si sposa con le rigide regole del colosso catalano, da sempre una macchina perfetta sotto questo punto di vista.

Ousmane DembeleGetty Images

E così, dopo tre anni di attesa, il Barcellona sembra rassegnato all'idea di dover cedere il giocatore, nella speranza che possa trovare serenità e continuità in un'altra realtà. Il prezzo del cartellino, complice anche l'emergenza sanitaria che ha colpito il pianeta, è sceso vertiginosamente (si parla di circa 40 milioni): il problema principale risiede però in un ingaggio che poche altre società possono sostenere. Proprio per questo il club spagnolo sarebbe disposto a pagare parte dello stipendio, a patto che venga garantito un adeguato minutaggio per permettere al giocatore di tornare su alti livelli.

Il talento francese piace tanto in Premier League, dove Liverpool, Arsenal e Manchester United avrebbero già manifestato il proprio interesse: negli ultimi giorni l'esterno ex Dortmund è stato anche accostato alla Juventus di Sarri, ma molto dipenderà anche dalla volontà del diretto interessato, che ha un contratto fino al 2022.

Genio e sregolatezza, è proprio il caso di dirlo: il talento di Vernon non è più un ragazzino. Nella speranza che possa trovare maggiore stabilità, fisica ed emotiva, a Barcellona o altrove: tra dribbling e accelerazioni, un talento che può e deve rinascere, per diventare finalmente grande.

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