Per Terry Dunfield uno dei giorni più belli dell’anno era quando arrivavano per posta gli abbonamenti stagionali. Lui, suo padre e suo fratello aspettavano con trepidazione quella lettera con tre foglietti, ognuno con un abbonamento per la squadra locale.
"Ricevevamo gli abbonamenti per posta. Segnavamo le partite in casa, ed era molto più di un semplice calcio. Era un pomeriggio", racconta Dunfield aGOAL.
Dunfield, che ha giocato con i Whitecaps nella stagione inaugurale MLS del 2011, è vancouvero doc: nato lì, tornato in città dopo una carriera tra Europa e Nord America, considera Vancouver casa e il calcio ilsuo filo rosso.
Oggi quella tradizione è a rischio: la proprietà dei Vancouver Whitecaps non ha ancora rinnovato il contratto per il BC Place, stadio di cui non è proprietaria, e la squadra è in vendita da 18 mesi. Secondo i rumors, un gruppo di investitori ha presentato un'offerta che prevede il trasferimento della franchigia a Las Vegas, progetto da tempo caldeggiato dalla MLS e da altre leghe professionistiche USA.
Questa situazione crea grande incertezza per una squadra che è parte integrante della comunità e del calcio nordamericano. Il professionismo calcistico a Vancouver esiste da oltre 50 anni: i Whitecaps furono tra le prime tre squadre della NASL. La trattativa su proprietà, stadi e accordi continuerà a lungo. Per i tifosi, la possibilità che un bene della comunità scompaia è un rischio concreto e spaventoso.
"Togliere quella cultura significa eliminare un pilastro della cultura nordamericana, ed è questo che preoccupa: il fatto che possano anche solo considerarlo, soprattutto se vogliamo far parte della Lega nordamericana", ha detto a GOAL Jay DeMerit, capitano della squadra dal 2011 al 2014.
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