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Alex Meret Napoli GFXGOAL

La straordinaria rivincita di Meret a Napoli: da esubero di lusso a muro

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E’ il 24 aprile 2022, si gioca il trentaquattresimo turno di campionato e il Napoli è, insieme a Milan ed Inter, una delle tre squadre ancora in corsa per lo Scudetto.

Il calendario parla di un discorso più aperto che mai e, stando almeno ai pronostici, i partenopei si approcciano alla giornata sapendo di avere molte possibilità di recuperare punti sulle dirette concorrenti.

Il Milan, che ha 71 punti, è infatti chiamato a sfidare la Lazio all’Olimpico, l’Inter, che di punti ne ha 69 e deve recuperare una gara (quella con il Bologna) deve vedersela a San Siro contro la Roma, mentre il Napoli, che si è spinto fino a quota 67, è atteso da una trasferta sul campo di una squadra che non assapora il gusto della vittoria da qualcosa come quattro mesi: l’Empoli.

I nerazzurri, nell’anticipo del sabato, si sbarazzano dei giallorossi con un perentorio 3-1, i rossoneri si impongono a Roma per 2-1, mentre gli uomini di Luciano Spalletti incappano nella più incredibile e dolorosa tra le sconfitte. Avanti di due reti fino a dieci minuti dalla fine, tra l’80’ e l’87’ vengono puniti una volta da Henderson e due da Pinamonti: è 3-2.

E’ la partita che pone fine alle speranze di lottare per lo Scudetto ed è anche quella che, nei pensieri di molti, pone fine all’avventura di Meret all’ombra del Vesuvio. Sì perché se è indiscutibile il fatto che il Napoli sullo 0-2 abbia letteralmente smesso di giocare, negli occhi di tutti resta impresso soprattutto l’inspiegabile errore del portiere azzurro che consente a Pinamonti di siglare il 2-2.

Chiamato a gestire un pallone in area infatti, Meret tenta un improvvido dribbling sul 99 avversario che però è implacabile nel pressarlo e nell’intercettare il tardivo tentativo di rilancio ribattendo il pallone in rete.

E’ il momento più basso dell’avventura di Meret con la maglia del Napoli addosso e, il giorno dopo la partita, nessuno avrà dubbi nell’individuare in lui l’indiscutibile capro espiatorio.

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    UN’AVVENTURA TRA ALTI E BASSI

    Quando il Napoli nell’estate del 2018 si assicura Alex Meret prelevandolo dall’Udinese, sono in molti a pensare che quello messo a segno dal club partenopeo sia stato un colpo importantissimo.

    Agli ordini di Carlo Ancelotti infatti, viene messo a disposizione un portiere giovanissimo che, nelle due annate precedenti vissute alla SPAL, si è semplicemente imposto come uno dei più forti talenti del panorama calcistico europeo.

    Agile, esplosivo ed abile nelle uscite, viene visto, al pari di Gianluigi Donnarumma, come uno dei potenziali eredi di Gianluigi Buffon ma, la sua avventura in azzurro parte in salita.

    All’inizio del ritiro di Dimaro riporta la frattura dell’ulna del braccio sinistro e quindi un infortunio che lo tiene lontano dai campi di gioco per mesi. Nel frattempo, mentre prosegue il suo percorso di riabilitazione, David Ospina, non solo convince, ma diventa uno dei leader del reparto difensivo.

    Carlo Ancelotti consegnerà poi a Meret i gradi di titolare una volta completato il recupero, ma per il portiere nativo di Udine le cose cambieranno a partire dalla stagione successiva con l’approdo in panchina (a dicembre) di Rino Gattuso.

    Dopo un’iniziale alternanza, il nuovo allenatore del Napoli decide di puntare con forza sull’estremo difensore colombiano. ‘Questione di piedi’, visto che le abilità tecniche di Ospina vengono considerate più funzionali al gioco. Dialoga meglio con i compagni, è più preciso nei rilanci, sa palleggiare e impostare e, come se non bastasse, anche tra i pali se la cava benissimo.

    Meret, da colpo sensazionale, si ritrova ad essere un’alternativa di lusso e, quando Luciano Spalletti, all’inizio della stagione 2021/2022, gli riaffiderà i gradi da titolare, sarà la sfortuna a farlo retrocedere di nuovo nelle gerarchie: infortunio alla vertebra lombare.

    Ospina torna ad essere intoccabile, mentre Meret torna ad essere il ‘portiere di coppa’, il tutto almeno fino al 24 aprile 2022 e a quell’Empoli-Napoli che sembra segnare il capolinea di un’esperienza nata male e sviluppatasi peggio.

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  • Alex Meret Napoli Leicester Europa LeagueGetty

    LA TRATTATIVA CON LO SPEZIA

    Nel corso dell’estate del 2022, tra le priorità del Napoli c’è quella di acquistare un portiere che sia forte ed affidabile. Ospinaha infatti deciso di non rinnovare e di ripartire dai petrodollari dell’Al-Nassr, mentre Meret non offre le garanzie necessarie.

    Il club partenopeo individua subito in Kepa e soprattutto Keylor Navas i suoi due obiettivi principali, e mentre sonda il terreno per quello che sarà il suo nuovo titolare, trova una sistemazione per colui che titolare doveva esserlo ma nei fatto non lo è mai stato.

    Meret si accorda con lo Spezia, la trattativa è praticamente conclusa ma, proprio quando si attendono solo gli annunci ufficiali, qualcosa non va come previsto: Provedel, che ha già dato la sua parola alla Lazio, si rifiuta di compiere il percorso inverso e l’operazione salta clamorosamente.

    Lo Spezia virerà poi su Dragowski, mentre Meret vedrà svanire la possibilità di ripartire da una piazza nella quale sentirsi veramente protagonista.

    La storia poi dirà che il Napoli non riuscirà a chiudere né per Kepa né per Keylor Navas e che si limiterà al ‘solo’ arrivo di Salvatore Sirigu. Meret, da esubero e sicuro partente, si riscoprirà incredibilmente titolare e la cosa non farà piacere a molti tifosi che contesteranno l’incapacità del club di prendere un estremo difensore forte e capace di reggere alle pressioni che una grande piazza impone.

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  • Kim Min Jae Alex Meret NapoliGetty Images

    DA ESUBERO A MURO

    Quando il Napoli si presenta ai blocchi di partenza della stagione 2022/2023, sono in molti a parlare di una squadra fortemente indebolita rispetto all’anno precedente.

    Koulibaly è passato al Chelsea, Fabian Ruiz al PSG, Insigne è ripartito dal Canada, Mertens non ha trovato l’accordo per il rinnovo e non è stato nemmeno sostituito Ospina.

    L’aria che si respira nel ritiro di Dimaro è di quelle pesanti ed i tifosi non fanno nulla per nascondere il loro malcontento. Di Kim e Kvaratskhelia si sa pochissimo, Sirigu viene considerato un portiere che ha già dato il meglio e Meret non fornisce garanzie tra i pali.

    Quello che nessuno può immaginare, è che il Napoli nel corso dell’estate ha iniziato a dare le prime pennellate di un autentico capolavoro e che Meret, di lì a pochi mesi, riuscirà nell’impresa di conquistare tutti.

    Alla quarta giornata para un rigore a Colombo in una sfida interna pareggiata 1-1 contro il Lecce e di lì in poi la qualità delle sue prestazioni aumenta esponenzialmente.

    Meret è decisivo negli scontri diretti contro Milan ed Atalanta e compie, di settimana in settimana, una serie di interventi decisivi che contribuiscono a spingere il Napoli prima in cima alla classifica e poi in fuga, a distanza siderale da tutte le inseguitrici.

    I numeri dicono che in trentasei partite giocate in stagione, in diciotto occasioni il Napoli ha tenuto la sua porta inviolata e, in diciassette di esse, a difendere la porta c’è stato proprio Meret.

    Il portiere azzurro, che intanto è diventato titolare inamovibile, sta andando a caccia di tutti i record possibili della storia del Napoli e tra quelli già fatti suoi ce ne è uno molto importante: non ha subito reti per qualcosa come sei trasferte consecutive in Serie A.

    Dati mostruosi figli della netta superiorità mostrata dalla squadra di Spalletti in campionato, ma anche delle prestazioni di un portiere che, a ventisei anni, è finalmente esploso ad altissimi livelli.

    “Quest’anno ho più fiducia e consapevolezza - ha spiegato ai microfoni di ‘Sky’ - Quando trovi continuità tutto diventa più facile, ma so che devo migliorare ancora un po’ su tutto”.

    Se Kvaratskhelia ed Osimhen sono insomma i ‘volti copertina’ di un Napoli che si sta avvicinando inesorabilmente alla conquista del suo terzo Scudetto e che sogna in grande anche in Champions League, Meret è l’elemento della squadra discreto e silenzioso che ha alzato un muro davanti alla porta.

    Quella che doveva essere una stagione vissuta nella ‘provincia del calcio’, sarà quella che lo consacrerà alla storia del Napoli… non male come rivincita per uno che era destinato ad andare via senza lasciare dietro di sé il minimo rimpianto.