GettyPerché i tifosi arabi hanno fischiato il minuto di silenzio per Gigi Riva? Niente di personale, questione culturale
IL MINUTO DI SILENZIO NEL SECONDO TEMPO
Solamente prima del secondo tempo, vista l'impossibilità di farlo nella prima frazione causa triste scomparsa di Gigi Riva arrivata proprio in contemporanea con il calcio d'inizio, è avvenuto il minuto di silenzio per il leggendario attaccante del Cagliari, morto nel capoluogo sardo il 22 gennaio all'età di 79 anni.
Nonostante in Arabia Saudita il minuto di silenzio sia malvisto, dunque una questione culturale e religiosa, sono state innumerevoli le polemiche scaturite dalla decisione del pubblico di casa. Non si è trattata di una questione personale contro il mito Gigi Riva, ma di qualcosa legato a quanto succede dopo la scomparsa di una figura importante, anche locale.
Ciò nonostante quanto accaduto ha creato grande rabbia in chi ha avuto nell'ex attaccante un mito, simbolo della Sardegna oltre il calcio.
FISCHI DURANTE IL MINUTO, IL MOTIVO
I tifosi sauditi a Riyad hanno fischiato a lungo durante il minuto in ricordo di Riva perchè contrari a tale usanza occidentale. In passato avevano già mostrato il dissenso in questo senso, tanto da aver fatto lo stesso anche durante il minuto in ricordo di Beckenabuer, anch'esso scomparso a gennaio.
Prima del 2024, i tifosi dell'Arabia Saudita avevano fatto lo stesso alcuni anni fa in un match contro l'Australia valido per le qualificazioni al Mondiale 2018.
"È una tradizione e una consuetudine in Arabia Saudita" era stato riferito a margine della Supercoppa Spagnola, giocata dopo la scomparsa di Beckenbauer a inizio gennaio 2024. "Qui è disapprovato il minuto di silenzio”.
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IL MINUTO DI SILENZIO, MAI
In Arabia Saudita e in ogni luogo in cui domina la visione conservatrice dell'Islam, il minuto di silenzio non è mai previsto, anche per la morte di un reale o di concittadini.
Basti pensare a come nel 2017 fece scalpore il mancato osservamento del minuto a margine della partita contro l'Australia, deciso in virtù degli attenti terroristici a Londra in cui morirono otto persone, tra cui due australiani.
La federazione saudita si disse "dispiaciuta e pentita e si scusa senza riserve per ogni offesa causata. I giocatori non intendevano mancare di rispetto alle vittime o ferire le loro famiglie e amici colpiti dalle atrocità. La Federazione calcistica dell'Arabia Sauidita condanna ogni atto di terrorismo ed estremismo, ed estende le sue sincere condoglianze alle famiglie di tutte le vittime".
La federazione saudita evidenziò comunque di aver annunciato già prima della partita di essere intenzionata a non rispettare il minuto.
LA VISIONE CONSERVATRICE
Dopo la partita tra Australia e Arabia Saudita, VICE intervistò un giornalista mediorientale, Wael Jabir, per far luce sulla qusetione:
"Il minuto di silenzio è visto nell'interpretazione più conservatrice dell'Islam prevalente in Arabia Saudita come 'Bida'h ', qualcosa che il profeta Maometto non ha mai fatto, quindi non dovrebbe essere fatto".
"In pratica, ciò significa che i sauditi non osservano mai i minuti di silenzio per qualsiasi cosa, anche per la morte del proprio re o dei concittadini".
All'epoca venne evidenziato come in realtà vennero osservati minuti di silenzio per la morte dell'ex re saudita Abdullah, ma in quei casi si trattò di Qatar ed Emirati Arabi Uniti, senza che fossero coinvolti i sauditi.
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