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Mateus Mane Wolves NXGNGOAL

Mateus Mané: il gioiello del Wolverhampton seguito da Manchester United e Liverpool

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Da quando ha esordito da titolare il 27 dicembre, Mateus Mané ha trasformato l’atmosfera al Molineux. Ha dato ai tifosi un motivo per continuare a seguire il Wolverhampton e per sperare nella salvezza che però non si è concretizzata.

Tutto però, ora, dipenderà dalla capacità del club di convincerlo a restare anche in Championship. Cosa non facile. Le sue prestazioni nella seconda parte di stagione in Premier hanno attirato l’attenzione di alcuni club di vertice.

Ma chi è Mané? Da dove viene? E dove può arrivare nei prossimi anni?

  • Wolverhampton Wanderers v Celta Vigo - Pre-Season FriendlyGetty Images Sport

    CHI È MATEUS MANÉ

    Mané è nato in Portogallo da genitori originari della Guinea-Bissau. Da bambino amava giocare a calcio con il fratello maggiore Marcos e i suoi amici in un piccolo campetto adiacente alla biblioteca locale.

    Mané racconta che tornava a casa pieno di lividi e graffi, ma che confrontarsi con ragazzi più grandi lo ha aiutato a diventare più forte e a migliorare le sue abilità. Arrivato a Moston, Manchester, con la madre nel 2015, all’età di otto anni, Mane mostrò subito un grande talento.

    Non sapeva una parola d’inglese, ma lasciava che fosse il calcio a parlare per lui. Dopo aver giocato con City Select (programma del Manchester City), Manchester Cobras, Moston Brook e Bee Inspired Football Academy, nel 2023 un amico che aveva appena firmato per il Rochdale lo raccomandò al club.

    «Il mio amico ha suggerito all'allenatore di farmi fare un provino e, dopo la prima sessione, Tony Ellis ha deciso di ingaggiarmi», racconta Mane. «Volevo entrare in un’accademia, così ho firmato e ho iniziato a giocare con la squadra Under 18».

    Meno di sei mesi dopo fu convocato in panchina per la gara di National League contro il Dagenham & Redbridge: aveva solo 16 anni.

    "Si notava la differenza con l'accademia: alcuni erano molto tecnici, io arrivavo dal calcio base, quindi è stato un grande salto", spiega Mane. "Volevo giocare, non è successo, ma questo mi ha reso ancora più affamato. Ho sempre creduto in me stesso: sono nato per giocare".

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  • LA GRANDE OCCASIONE

    Nel giugno 2023 i Wolves hanno nominato Ellis nuovo responsabile del reclutamento dell’accademia del nord. Poco più di sei mesi dopo, il club ha ingaggiato Mané al termine di un periodo di prova positivo.

    "Appena arrivato ho capito che era il posto giusto", ha raccontato Mané a Sky Sports. "Ne ho parlato con i miei genitori e mi sono sentito a casa fin da subito, con compagni e staff. Il primo giorno tutti mi parlavano come se fossi qui da anni e lo staff si assicurava che non mi mancasse nulla".

    In campo si è sentito altrettanto a suo agio e l’ex tecnico Vitor Pereira lo ha presto convocato in prima squadra, inserendolo per la prima volta in panchina contro il Fulham nel febbraio precedente. Rimase in panchina anche contro Tottenham e Manchester United, finché il 10 maggio 2025 diventò il più giovane esordiente in Premier League della storia dei Wolves, subentrando nei minuti finali della partita casalinga persa 2-0 contro il Brighton.

    "Sono sicuro che sarà una sorpresa in Inghilterra, in questo campionato", ha dichiarato Pereira ai giornalisti dopo la partita. "È un giocatore di talento e sicuramente la prossima stagione sarà in prima squadra con noi.

    Non è solo un talento, è un gran lavoratore, e in quel momento della partita non era solo per fargli accumulare minuti, ma perché penso che possa fare qualcosa di speciale".

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  • LA SUA STAGIONE

    Nonostante le lodi di Pereira, Mané non aveva ancora giocato con i Wolves quando l’allenatore portoghese fu esonerato il 2 novembre, in seguito a un inizio di stagione 2025-26 molto deludente. Il giovane ha collezionato i primi minuti solo sotto la breve guida di Jamie Collins, contro il Chelsea, per poi diventare titolare fisso con Rob Edwards, che gli ha concessa la prima da titolare ad Anfield il 27 dicembre.

    "L'ho saputo il giorno prima, durante una riunione: ero felicissimo", ha ammesso Mané. "L'ho detto alla mia famiglia e mi sono sentito sicuro. All'inizio ero nervoso, ma poi capisci che questo è il posto in cui volevo giocare".

    "Mi sono guadagnato questa occasione con il mio lavoro in allenamento e con l'impegno in ogni partita. Ho continuato a lavorare a testa bassa, poi è arrivato il nuovo allenatore, ha avuto fiducia in me e ora sto ottenendo ciò che mi merito: il tempo di gioco".

    Tre giorni dopo, a Old Trafford, Edwards lo ha confermato e l’attaccante è stato il migliore in campo nel 1-1 contro il Manchester United.

    La settimana seguente ha guidato l’ultima in classifica alla prima vittoria, conquistando un rigore e segnando il suo primo gol da professionista nel 3-0 al West Ham.

    "Lo abbiamo trovato spesso tra le linee e ha creato occasioni", ha spiegato Edwards. "La sua energia è stata brillante: ha corso, tirato, dribblato e giocato in avanti. Una vera luce splendente".

  • I PUNTI DI FORZA PRINCIPALI

    Velocità, forza, visione di gioco e tecnica: Mané è un calciatore di grande talento, capace di giocare in più ruoli. Considera il ruolo di trequartista il più adatto a lui per visione di gioco e fiuto del goal, ma Edwards non ha esitato a schierarlo come centrocampista all’Old Trafford. Perché? Perché ritiene che Mané abbia una profonda comprensione del gioco.

    "Amo la sua intelligenza", spiega Edwards. "E poi il suo entusiasmo, il suo coraggio e la sua qualità tecnica. Ha tutto".

    A ciò si aggiunge la sua fiducia: Mané non dubita delle proprie capacità e Edwards definisce questa sicurezza "contagiosa".

    "Penso che stia contagiando gli altri con la sua energia", aggiunge il tecnico dei Wolves. "Ha solo 18 anni, ma è già quasi un leader in campo".

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  • Manchester City v Wolverhampton Wanderers - Premier LeagueGetty Images Sport

    I MARGINI DI MIGLIORAMENTO

    Edwards ha ammesso che Mané sta ancora prendendo confidenza con l'intensità e il gioco fisico della Premier League, cosa del tutto normale per un ragazzo così giovane.

    "Mateus ha ancora molta strada da fare perché ha 18 anni", ha detto. "Ma lo vedremo col tempo. Continuerà a diventare sempre più forte".

    Con più esperienza, migliorerà anche nelle scelte, oggi a volte troppo lente o imprecise nel passaggio.

    «Le posizioni che occupa sono buone, vuole ricevere tra le linee e ha un atteggiamento positivo», ha dichiarato la leggenda del club Andy Thompson a Wolves Matchday Live dopo la gara di Mané ad Anfield. «È ancora giovane, ma per brillare in questo campionato deve scegliere la soluzione giusta.

    Ha voglia di incidere, ma ci sono state un paio di occasioni in cui avrebbe dovuto servire il compagno meglio posizionato: arriverà con l’esperienza”.

  • Manchester City v Liverpool - Emirates FA Cup Quarter FinalGetty Images Sport

    IL PROSSIMO MATHEUS NUNES?

    Giovane talento esploso al Molineux, Mané viene paragonato all’icona dei Wolves Robbie Keane. Per stile è un centrocampista offensivo, ma con un gol splendido all’Everton ha dimostrato di saper finalizzare.

    Il suo gol al West Ham ha ricordato a molti tifosi dei Wolves Matheus Nunes, che lo scorso anno è passato al Manchester City ma ha festeggiato il primo centro in Premier di Mané sui social.

    Non sorprende che il portoghese veda un po' di sé in Mané: stessa sicurezza palla al piede e stessa voglia di saltare l'avversario da dietro. Eppure l'ivoriano resta unico: a suo agio sia in mediana sia in avanti.

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  • IL FUTURO

    Prevedere la prossima mossa di Mané è complicato. Nel 2024 ha giocato con l’Under 18 inglese contro il Portogallo, ma di recente ha scelto la maglia del suo Paese nell’Under 21. Deciderà in base alla sua carriera e crescita.

    Di certo non gli mancheranno le opzioni: giocare con continuità in un campionato competitivo come quello inglese potrebbe fargli bene, soprattutto dal punto di vista fisico.

    È grato ai Wolves per avergli permesso di esordire in Premier League così giovane e ha creato un forte legame con i tifosi, che ora intonano il suo nome sulle note di “Zombie” dei Cranberries.

    Liverpool e United, impressionati dalle sue prestazioni a dicembre, lo seguono e pensano a un ingaggio estivo.

    Se un grande trasferimento in uno dei top club inglesi sia la scelta giusta ora è discutibile, ma di certo non spaventa Mané. Lui si sente nato per il calcio e, viste le sue prestazioni degli ultimi cinque mesi, è difficile dargli torto.