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Klaksvik HDGOAL

Ecco il KI: la prima vittoria di una squadra delle Far Oer ai gironi europei

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Sì, è la prima storica rappresentante delle Isole Far Oer nei gironi europei, ma era solo questione di tempo prima di poter narrare della prima vittoria.

Nessuno, nonostante l'inesistente storia tra Champions, Europa League e Conference, pensava ad un KI Klaksvik a zero successi, o comunque a zero pareggi. Detto, fatto.

Parliamo del resto di una formazione che da anni, nonostante sia semi-professionistica in virtù dei più svariati lavori che la maggior parte dei suoi giocatori ha fuori dal calcio, cresce e lavora per approdare ai gironi. Nel 2023 c'è riuscita, spazzando via le risate di chi rispondeva divertito al desiderio della piazza di giocare fuori dalle natie Far Oer.

BENVENUTI A CASA KI: LA SQUADRA DI OPERAI

Al Við Djúpumýrar, non solo il Klaksvik ha battuto l'Olimpia Lubiana fanalino di coda del girone A di Conference, ma lo ha fatto in maniera netta con un 3-0 che rimarrà nella leggenda. Per poco, se la squadra nordica riuscirà a superare la fase a gironi e confrontarsi con squadre di prima fascia nella fase ad eliminazione diretta.

  • TRIS E QUALIFICAZIONE POSSIBILE

    Il KI ha vinto contro il Lubiana dopo un pareggio e una sconfitta. Con quattro punti, si trova appena a -3 dall'esperto Lille capolista e -2 dall'inseguitrice Slovan Bratislava. Dopo il successo per 3-0 firmato Joensen, Klettsgard e Andreasen, ora la formazione faroense può realmente sognare.

    Non sembra fuori dal mondo immaginare una qualificazione a playoff o ottavi dopo aver pareggiato 0-0 contro il Lille e con la possibilità di sfidare l'Olimpia a Lubiana, considerando come la squadra slovena sia stata fin qui ampiamente deludente.

    Con lo scontro diretto tra Lille e Slovan, il KI potrebbe approfittarne per poi giocarsi in patria la qualificazione clamorosa contro il team francese.

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  • BRENO, RICORDI KLETTSKARD?

    A segnare il momentaneo 2-0, alla fine tramutatosi in tris, ci ha pensato Klettskard, che ha legato la sua carriera quasi interamente al KI. Eppure l'attaccante islandese, che si è diviso tra il lavoro di falegname e quello di calciatore, ha giocato anche all'estero: in Italia.

    Nel 2018, infatti, Páll Andrasson ha giocato in Val Camonica, in provincia di Brescia: per la precisione ha fatto parte del Breno, in quinta serie. Due goal in quindici presenze prima di tornare in patria, dopo aver provato però l'esperienza italiana che aveva sempre sognato.

    "Il fatto che l'esperienza all'estero sia capitata in Italia, mi riempie d'orgoglio" aveva detto allora Klettsgard. "Poi se penso di essere il primo giocatore faroese qui da voi, è senz'altro una gioia in più. Il mio obiettivo? Scalare le categorie e realizzare il sogno di giocare da professionista anche qui, in cui il calcio è una religione".

    Non è riuscito ad arrivare tra i professionisti italiani, ma sta trascinando il KI in Europa dopo anni di sogni.

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  • Molde KlaksvikGetty

    IN CAMPO OPERAI E FATTORINI

    Solamente alcuni giocatori del KI vivono solamente di calcio. Parliamo degli stranieri, da Forren a Da Silva. Per il resto, chi ha un passaporto faroense, di base indossa la maglia da calciatore, ma anche quella della propria azienda.

    In squadra, anche tra i titolari contro l'Olimpia Lubiana, ci sono elettricisti ed operai. C'è chi consegna pizze come l'ala Frederiksberg, numero 7 schierato dal norvegese Horbeth come titolare sulla fascia sinista d'attacco.

    Frederiksberg aveva raccontato in passato di come la sua principale attività sia quella di vendere pizze surgelate, dalle 8:00 alle 16:00. Appena finisce il turno si cambia, vola al campo e si allena per due ore in vista delle gare di campionato. E di Conference League.

    Da citare ovviamente anche i lavoratori nell'industria ittica, quella che coinvolge la maggior parte degli abitanti delle Far Oer.

  • IL PORTIERE? UN EX DIFENSORE

    La storia che ha colpito più di tutti è probabilmente quella dello svedese Johansson, portiere del KI che non si è lasciato sorprendere dalle comunque poche conclusioni dell'Olimpia Lubiana nel terzo turno di Conference League.

    Per quale motivo? Beh, prima di approdare al KI dietro richiesta di mister Hoseth, che aveva giocato con Johansson prima di intraprendere la carriera da mister, aveva appeso gli scarpini al chiodo.

    Stufo del calcio, il portiere svedese aveva cominciato una nuova vita. L'unica eccezione? La quinta serie norvegese, da difensore centrale. Gioca con gli amici in un ruolo diverso da quello solito, alternando le partite al lavoro da elettricista.

    Poi, però, il sì all'amico Hoseth. Risultato? I rigori parati contro l'Hacken nei turni preliminari della scorsa estate dopo aver indossato nuovamente i guantoni, che hanno permesso al KI di avere almeno un posto nei gironi europei.

    Alla fine quelli di Conference dopo l'eliminazione dall'Europa League. Quelli della prima, storica, vittoria.

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