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E’ festa amaranto: ultimo ostacolo superato, l’Arezzo torna in Serie C

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C’era un ultimo ostacolo da superare per dare ad una splendida cavalcata il senso che tutti coloro che hanno l’Amaranto nel cuore speravamo potesse avere e l’Arezzo, la squadra del ‘Cavallo Rampante’, quell’ostacolo l’ha superato di slancio regalandosi, tra l’altro in anticipo, quel ritorno nel calcio professionistico inseguito per due anni.

La compagine toscana torna in Serie C e lo fa nel migliore dei giorni possibili. Si è guadagnata i tre punti che le mancavano per garantirsi la promozione davanti ai propri tifosi, in uno stadio gremito e battendo quello che è stato l’ultimo avversario ad arrendersi, l’ultimo che è riuscito a restare in scia fino a tre giornate dalla fine della regular season del Girone E del campionato di Serie D: la Pianese.

All’Arezzo serviva una vittoria per garantirsi un vantaggio incolmabile e la vittoria che gli ha consentito di portarsi a +10, quando i punti che restano a disposizione sono solo nove, è arrivata puntualmente.

Un risultato non scontato, ma in qualche modo pronosticabile, visto l’andamento interno degli Amaranto: quattro vittorie ed un pareggio nelle ultime cinque uscite davanti al proprio pubblico.

Un successo che mette fine a due anni vissuti tra alti e bassi, scanditi dalle recenti gioie ma anche da alcune delusioni. L’onta della retrocessione da ultima classificata patita al termine della stagione 2020/2021 è solo un ricordo: l’Arezzo torna nel calcio professionistico, ovvero il suo habitat naturale.

  • LE OTTO VITTORIE CONSECUTIVE

    Che quella 2022/2023 potesse essere per l'Arezzo la stagione del riscatto, lo si è capito fin da subito. La partenza è stata di quelle brucianti, di quelle che sono servite a prendersi la testa della classifica e a mandare un chiaro messaggio a tutte le dirette concorrenti.

    Il successo per 4-0 sul campo della Orvietana ha garantito i primi tre punti, le successive cinque sono state invece quelle che sono valse il primo scatto in avanti. Sei vittorie nelle prime sei uscite nel torneo ed un record eguagliato: quello delle affermazioni consecutive dall’inizio di un torneo che nessuno, dal 1955, era riuscito ad insidiare.

    Solo alla settima giornata l’Arezzo ha trovato un avversario capace di fermare la sua corsa, il Ghivizzano (0-0 esterno) e la settimana dopo è arrivata anche la prima sconfitta stagionale: quella in casa per 1-0 contro il Ponsacco.

    Due risultati che hanno tolto qualche certezza e che hanno segnato l’inizio di un cammino più ‘umano’ e scandito da alcuni alti e bassi. Questo almeno fino all’inizio di febbraio, quando gli Amaranto hanno ripreso a premere con forza l’acceleratore ed ha inanellato quella serie di successi che hanno consentito loro di ‘salutare’ il resto del gruppo.

    Flaminia, Seravezza Pozzi, Ghivizzano, Ponsacco, Città di Castello, Livorno, Montespaccato e Grosseto le otto squadre battute una dietro l’altra, solo una volta in cento anni di storia l’Arezzo aveva inanellato una serie più lunga: ancora nella stagione 1955/1956 quando militava in Promozione.

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  • L’ALTRO ‘MAGO’ DI CERTALDO

    Il gruppo è stato il grande punto di forza dell’Arezzo, ma non si può non individuare in Paolo Indiani uno degli straordinari artefici di questo storico trionfo.

    A 68 anni (ne compirà 69 a luglio) si è tolto la soddisfazione di centrare la decima promozione in carriera. Un vero e proprio maestro che si è seduto per la prima volta in panchina nel 1983 e che da allora non si è mai fermato, vedendo passare per le sue squadre ragazzi che si sarebbero poi laureati campioni del mondo come Andrea Barzagli, o che sarebbero poi diventati allenatori dalle carriere importanti: come Leonardo Semplici e Marco Baroni che oggi siedono su panchine di Serie A.

    Indiani viene da Certaldo, un paese di circa 15mila abitanti nel quali si respira evidentemente calcio. Lì è infatti nato anche un altro tecnico che di strada ne ha fatta tantissima e che sta vivendo quella che è probabilmente la stagione più importante della sua grande carriera: Luciano Spalletti.

    “Diciamo subito che lui a Certaldo ci è nato, ma a tre anni è andato via spostandosi nell’empolese - ha sottolineato recentemente Indiani a ‘La Gazzetta dello Sport’ - Ma Luciano ha riscoperto le sue radici e ora viene a Certaldo. È generoso e per i diversamente abili, quando ci sono delle iniziative, c’è sempre. Ci si trova alla Pizzeria Maroni. E sono stato anche a casa sua. Luciano sta bene in semplicità con quelle persone di cui si fida. In un locale con sette-otto televisori dove si guardano sempre le partite. E la cucina è pure buona”.

    Ad Indiani, che è approdato sulla panchina dell’Arezzo lo scorso giugno dopo le annate vissute alla guida del San Donato, il merito di aver saputo gestire al meglio una rosa profonda, di aver mostrato in campo tante alternative sia a livello tecnico che tattico (il 4-3-3 è il modulo di base, ma le variazioni al tema non sono mancate) e di aver saputo far esprimere tutti i suoi giocatori al miglior livello possibile.

    L’uomo giusto al momento giusto per un Arezzo che oggi festeggia insieme ad una città intera.

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