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Juan Jesus Napoli 2023-2024Getty Images

Gazzetta dello Sport - Acerbi assolto: Juan Jesus in audizione senza avvocato né testimoni

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Il caso Acerbi-Juan Jesus, come ormai noto, si è risolto con l'assoluzione del difensore dell'Inter.

Accuse di razzismo decadute e brasiliano del Napoli che ha dovuto incassare la sentenza del Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea, il quale ha deciso di non squalificare il nerazzurro per i fatti relativi al match di San Siro del 17 marzo.

La 'Gazzetta dello Sport', nella querelle protrattasi per giorni, aggiunge un ulteriore elemento che sarebbe stato fondamentale nell'esito della vicenda.

  • JUAN JESUS ASCOLTATO SENZA AVVOCATO

    Ad 'agevolare' l'epilogo in favore di Acerbi, come evidenzia la rosea, vi sarebbe la scelta di Juan Jesus: il centrale del Napoli, in occasione dell'audizione con la Procura Federale, ha deciso di presentarsi in videochiamata con Chiné privo di un sostegno legale.

    Il verdeoro, infatti, probabilmente certo che la propria versione fosse sotto gli occhi di tutti, al suo fianco non ha voluto alcun avvocato né testimoni. Insieme all'azzurro, durante il confronto col Procuratore, soltanto l'agente Roberto Calenda.

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  • ACERBI CON MAROTTA E COL LEGALE DELL'INTER

    Una strategia totalmente opposta rispetto a quanto compiuto da Acerbi, naturalmente anch'egli sentito da Chiné ma al cospetto del quale l'interista era spalleggiato sia da Beppe Marotta che dal legale del club Angelo Capellini.

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  • "NESSUN RISCONTRO PROBATORIO E TESTIMONIALE"

    Alla luce dello scenario raccontato dalla 'Gazzetta' riguardante la scelta di Juan Jesus, si capisce meglio il perché di quanto riportato nel comunicato del Giudice Sportivo:

    "Il contenuto discriminatorio, senza che per questo venga messa in discussione la buona fede del calciatore del Napoli, risulta essere stato percepito dal solo calciatore “offeso”, senza dunque il supporto di alcun riscontro probatorio esterno, che sia audio, video e finanche testimoniale".

  • LA REPLICA DELL'AGENTE

    L’agente di Juan Jesus, Roberto Calenda, ha replicato attraverso un post pubblicato sul suo profilo X:

    “Juan Jesus si è presentato all’audizione senza avvocato perché essendo teste/persona offesa non è prevista la presenza di alcun legale: lo stesso Ufficio che lo aveva convocato aveva precisato questo aspetto. Non ci siamo dimenticati dell’avvocato: abbiamo seguito le regole. Basta conoscerle”;

    “Juan Jesus ha dato il suo contributo alle investigazioni, raccontando quanto successo e depositando anche un filmato, senza doversi affannare a “cercare” (ex post?) un compagno che potesse “confermare” quello che è chiaramente accaduto”;

    “posso rassicurare tutti, e in particolare la dott.ssa Esposito, che Juan Jesus capisce perfettamente l’italiano, sa leggere un verbale di dichiarazioni e non è un ingenuo né uno sprovveduto come viene dipinto nell’articolo, con accenti che, sinceramente, sembrano figli di stereotipi (per non dire altro) duri a morire e che non fanno onore al più importante quotidiano sportivo italiano”;

    “mi sarei piuttosto chiesto perché mai sia stata necessaria ad Acerbi una fitta preparazione di una settimana per “studiare la migliore strategia difensiva” se era così evidente l’assenza della discriminazione?”.

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