La sfida tra quello che poteva essere ed in realtà è anche stato, e quello che attualmente è. Wilfried Zaha avrà tutti gli occhi addosso nell'amichevole di martedì tra la Costa d'Avorio, Nazionale che ha scelto di difendere nel lungo periodo, e l'Inghilterra, con cui ha fatto qualche apparizione prima di cambiare bandiera.
Zaha, 29enne nato in Costa d'Avorio ma trasferitosi in Inghilterra adolescente per entrare nelle giovanili del Crystal Palace, è un talento mai completamente sbocciato, di cui per anni si è parlato come possibile grande nuova stella del firmamento britannico. Due presenze in amichevole in Nazionale maggiore, dopo la trafila delle giovanil, l'hanno portato a vestire la casacca della Costa d'Avorio nei tornei più importanti.
Dal 2017, infatti, Zaha gioca per la rappresentativa africana, dopo aver cambiato rappresentativa. Southgate, attuale ct dell'Inghilterra, provò a convincere il ragazzo a non cambiare nazione calcistica, considerando che il suo arrivo sulla panchina britannica avrebbe potuto cambiare una storia difficile.
Al momento dell'arrivo di Soutgate, Zaha non veniva convocato da anni e per questo motivo, alla fine, decise di optare per la Costa d'Avorio, Nazionale in cui a meno di grosse sorprese non avrebbe avuto problemi di titolarità, o al massimo di sfaffetta con altri connazionali dotati.
Nel novembre 2016 il colloquio con il commissario tecnico Michel Dussuyer lo portò a rappresentare la Costa d'Avorio, per poi iniziare a giocare già nel gennaio successivo in occasione della Coppa d'Africa. Southgate era arrivato tardi, come dichiarato alla vigilia dell'amichevole, riguardo la conferma di Zaha nell'Inghilterra:
“Ricordo di essere andato in un hotel, il Palace giocava in trasferta e si incontrava con Wilf, ma a quel punto aveva preso una decisione. Posso capirlo perché era quattro anni che non giocava".
Idolo assoluto dei tifosi del Crystal Palace, Zaha ha avuto modo di giocare con il Manchester United nel 2013, prima di essere ceduto in prestito al Cardiff e dunque torna a Londra poco dopo. Nei suoi dodici anni di professionista, undici sono stati giocati con i The Eagles.
Ora la sfida tra nazionali più importanti dal suo punto di vista, senza mai guardarsi indietro: la rappresentativa britannica è infatti rinata, mentre quella ivoriana ha fallito in pochi mesi l'accesso ai Mondiali, deludendo nella Coppa d'Africa vinta dal Senegal lo scorso febbraio.
