Arturo Vidal interviene a gamba testa sul calendario lunghissimo e colpo di impegni per i calciatori professionisti. Il centrocampista cileno ha detto la sua duramente su tutte le gare con club e Nazionale che attendono i giocatori in ogni annata.
Basti pensare che chiusi i campionati e le tre competizioni europee (Champions, Conference ed Europa League), a giugno i giocatori saranno impegnati con le rispettive nazionali per la Nations League o gli ultimi playoff per qualificarsi ai Mondiali 2022.
Intervistato da FIFPro, sindacato internazionale dei giocatori, Vidal non è stato tenero nei confronti dei calendario stilati da UEFA e FIFA:
"L’esposizione accumulata ci mette a rischio come giocatori, perché può non solo ridurre le nostre prestazioni ma anche abbreviare le carriere di molti colleghi.
Dobbiamo essere capaci di lottare contro questo, per il bene delle nostre carriere e delle nostre famiglie, ma soprattutto per il calcio come intrattenimento. Non possiamo essere esposti a questi parametri, perché il calcio è una festa, non un mercato degli schiavi".
Vidal ha fatto il punto sulla situazione di connazionali e colleghi sudamericani:
"Non è come l’Europa, dove tutto è più vicino. Facciamo rispettare i protocolli; questa è la chiave. Tutti raccomandano di attuare e far rispettare i periodi di riposo, sia mentre giochiamo nei nostri campionati o durante il periodo di ferie. Come in qualsiasi lavoro, è essenziale allontanarsi dai doveri che svolgiamo quasi tutto l’anno. È anche una questione di salute mentale".
A giugno il Cile di Vidal affronterà la Corea del Sud e la Tunisia. Altre compagini, come ad esempio la Nazionale azzurra di Mancini, scenderà invece in campo in ben cinque occasioni.
