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Thiago Silva Chelsea-Milan GFXGOAL

Thiago Silva, il ministro della difesa del Milan che ha raccolto l'eredità degli 'Immortali'

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Corteggiato dal Villarreal, che ha già trovato un accordo con il Fluminense, il suo club, Thiago Silva non indosserà mai la maglia del Sottomarino giallo: nel dicembre del 2008 il forte ed emergente difensore brasiliano, che ha compiuto da poco 24 anni, si accorda con il Milan e sbarca in Italia.

In rossonero, pur consapevole di dover star fermo per 6 mesi per il mancato spazio negli slot da extracomunitario, il difensore brasiliano, che i tifosi del 'Flu' hanno ribattezzato 'O Monstro', 'Il Mostro' per la sua bravura, ha subito un grande impatto e viene presto indicato dai 'grandi' storici dello spogliatoio rossonero come il loro legittimo erede oltre che come potenziale simbolo del futuro del club.

Consacratosi nei tre anni milanesi come grande campione, riesce a vincere uno Scudetto e una Supercoppa italiana sotto la gestione di Massimiliano Allegri, prima di lasciare l'Italia per la sua nuova tappa, rappresentata dalla Francia e dal PSG.

IL COLPO ROSSONERO E I 6 MESI DI APPRENDISTATO

La sera dell'11 dicembre 2008 arriva a sorpresa la notizia del colpo del Milan. Il club milanese, per 10 milioni di euro, brucia sul tempo la concorrenza e si assicura il cartellino del promettente difensore, che ha già disputato 3 partite con la Nazionale maggiore brasiliana sotto la gestione del Commissario tecnico Carlos Dunga dopo il bronzo con la Rappresentativa Under 23 alle Olimpiadi di Pechino.

La sorpresa è dettata dai tempi insoliti per un acquisto di quella portata e dal fatto che, nonostante le offerte non gli manchino, il classe 1984 accetti di trasferirsi in rossonero pur consapevole che dovrà di fatto restare sei mesi senza poter giocare gare ufficiali, visto che il Milan ha già impegnati i due slot per gli acquisti di calciatori extracomunitari con l'acquisto del carneade uruguayano Tabaré Viudez e il ritorno dal Chelsea di Andriy Shevchenko.

Merito, sembrerebbe, oltre che del blasone dei rossoneri, che appena un anno prima hanno vinto Champions League e Mondiale per club, anche dell'opera di mediazione del Direttore tecnico Leonardo, e dellapresenza nella rosa di Carlo Ancelotti di una folta pattuglia brasiliana (Kakà, Ronaldinho, Pato, Dida, Emerson e il giovane Felipe Mattioni).

Thiago Silva, che da giovane ha dovuto superare momenti difficili, su tutti l'aver contratto e sconfitto la tubercolosi, arriva a Milano domenica 14 dopo esser stato nominato miglior difensore del 'Brasileirão' 2008 e aver condotto il Fluminense a vincere per la prima volta nella sua storia la Copa do Brasil.

Superate le visite mediche, firma un contratto di 4 anni a 2 milioni e mezzo di euro a stagione. Nonostante non possa scendere in campo in partite ufficiali, la società decide di aggregarlo da subito alla Prima squadra, in modo che i 6 mesi che lo separano dalla nuova stagione possano essere per lui un valido apprendistato.

Fin dalle prime amichevoli disputate, Thiago Silva si dimostra all'altezza della situazione e appare singolare il fatto che per le scelte estive (con il senno di poi discutibili) il Milan non possa utilizzarlo fin da subito, tanto più che la squadra deve fare i conti con l'assenza pesante di Alessandro Nesta per infortunio. L'esordio assoluto del brasiliano in maglia rossonera avviene così nel freddo test invernale contro l'Hannover il 21 gennaio 2009.

L'ex Flu denota di aver mantenuto un'ottima forma fisica e, in campo per tutti i 90 minuti, dapprima accanto a Senderos, poi con il colombiano Hurtado, rivela la sua personalità negli interventi difensivi e nell'impostare il gioco dal basso, nonostante non possa avere ancora un'intesa con i compagni, soprattutto sui calci da fermo. La gara vede il Diavolo imporsi 2-3 con goal di Shevchenko e doppietta di Pippo Inzaghi.

Due settimane più tardi l'acquisto invernale dei rossoneri ha nuovamente l'occasione di mettersi in mostra nell'amichevole giocata a Ibrox Park contro i Rangers. È il 4 febbraio e ancora una volta il brasiliano, che continua a lavorare sodo a Milanello, resta in campo per tutti i 90 minuti, dapprima affiancando al centro della difesa Senderos, poi il giovane Darmian.

Il Diavolo pareggia 2-2 con i goal di Pato e Kakà, e per 'O Monstro', come l'hanno ribattezzato i tifosi del Fluminense, le impressioni positive della partita precedente sono confermate, tanto che dopo il fischio finale Ancelotti inizia a sbilanciarsi sul centrale di Rio de Janeiro.

"Questa amichevole è stata un buon test, la squadra mi è piaciuta - dice Carletto -. Mi è piaciuto anche Thiago Silva, un giocatore sul quale, credo, si possa puntare".

Nel suo periodo di apprendistato Thiago Silva disputa anche con il Brasile l'amichevole di Londra contro l'Italia di Lippi, vinta 2-0 dai verdeoro, e altri tre test in rossonero, con l'Al Sadd il 4 marzo (in cui al suo fianco si alternano Maldini, Bonera e infine Senderos), con la Rappresentativa del campionato ungherese il 22 aprile e con l'Albania il 12 maggio, queste ultime 2 partite in cui il ventiquattrenne affianca sempre il compagno di reparto svizzero e Darmian.

Thiago Silva - Milan (2009)Getty

IL PRIMO ANNO CON LEONARDO

Il Milan, chiuso l'anno con un 3° posto in campionato conquistato a fatica ma prezioso, perché consente di giocare la Champions League, saluta Carlo Ancelotti, passato alla guida del Chelsea e il capitano Paolo Maldini, che si ritira all'età di 40 anni dal calcio giocato, e riparte da Leonardo in panchina e da Thiago Silva, che sceglie la maglia numero 33, in difesa.

"Per me può diventare anche il nuovo Maldini - dice di lui Ronaldo 'Il Fenomeno' -, uno in grado di fare la storia del Milan".

L'eredità pesante non spaventa il giocatore brasiliano, che il 22 agosto 2009 può fare finalmente il suo esordio in Serie A allo Stadio Franchi contro il Siena, in una gara vinta 1-2 dal Milan con le 2 reti di Pato che vanificano il goal dei padroni di casa con Ghezzal.

Decisamente più traumatica per Thiago Silva e compagni è la seconda partita: i rossoneri vengono travolti 4-0 nel Derby della Madonnina dall'Inter di José Mourinho, e sulla difesa del Diavolo iniziano a piovere critiche. Lentamente, però, fra il vecchio maestro, Alessandro Nesta, e il giovane allievo brasiliano nasce una grande intesa e il Milan si risolleva.

Thiago Silva fa anche il suo esordio europeo nel girone di Champions League il 15 settembre 2009 al Velodrome contro l'Olympique Marsiglia (vittoria per 1-2 del Milan). Se in Champions il cammino dei rossoneri si interrompe agli ottavi di finale per opera del Manchester United di Sir Alex Ferguson, che vince nettamente entrambe le sfide, in campionato è ancora l'Inter a dominare, ma il Diavolo sembra poter puntare al 2° posto.

Dopo 8 risultati utili consecutivi, con 7 vittorie (fra cui un 2-1 a San Siro sulla Roma) e un pareggio fra ottobre e dicembre, però, le sconfitte fuoricasa a Palermo e ancora con l'Inter nel derby di ritorno ridimensionano i sogni di gloria del Milan, che pure travolge 0-3 a Torino la Juventus, con un grande Thiago Silva.

Alla fine i rossoneri, che crollano nel finale con 3 sconfitte nelle ultime 5 giornate, devono accontentarsi di un altro 3° posto, mentre Thiago Silva chiude la sua prima stagione italiana con un bilancio di 33 presenze e 2 goal in Serie A e 7 gare in Champions League. La prima rete la firma l'8 novembre 2009 all'Olimpico, con un bel colpo di testa che apre le marcature nell'1-2 contro la Lazio. Il secondo sigillo personale arriva invece nello scoppiettante 5-2del Meazza sul Genoa il 6 gennaio 2010.

Thiago SilvaGetty

I SUCCESSI CON ALLEGRI

Una ventata di aria fresca in casa Milan giunge nell'estate del 2010, quando, con l'addio di Leonardo ormai noto da tempo, i rossoneri ripartono da Massimiliano Allegri, reduce da 2 campionati positivi con il Cagliari, alla guida tecnica della squadra.

Sul calciomercato il resto lo fanno gli acquisti di Zlatan Ibrahimovic e Kevin-Prince Boateng, che danno al Diavolo ambizioni di alta classifica. Thiago Silva ritrova Nesta come partner difensivo dopo l'infortunio in Primavera e l'operazione che nella precedente primavera aveva costretto l'ex laziale ad oltre 2 mesi di stop.

Ne nasce una stagione 2010/11 super, che parte con il goal al Lecce nella prima di campionato a San Siro (4-0), prosegue con un'altra rete nel rocambolesco 4-4 con l'Udinese il 9 novembre, e si chiuderà, dopo un nuovo successo a Torino con la Juventus (0-1), una doppia vittoria nei derby con l'Inter campione del Mondo (0-1 all'andata e 3-0 al ritorno) il 7 maggio 2011 con un pareggio per 0-0 con la Roma che vale la conquista matematica del 18° Scudetto.

I rossoneri trionfano soprattutto grazie alla miglior difesa del torneo(appena 24 goal subiti) e Thiago Silva è uno degli eroi di quel trionfo che spezza il lungo dominio nerazzurro in Italia. In Champions League, invece, sono fatali ancora gli ottavi, con l'eliminazione ad opera del Tottenham.

Il centrale brasiliano, impiegato talvolta dal suo allenatore anche da mediano per le tante assenze per infortunio, si consacra fra i più forti centrali d'Europa e colleziona 42 presenze e un goal fra campionato (33 partite e una rete), Coppa Italia (3 presenze) e Champions League (6 apparizioni).

Tutto il popolo rossonero lo considera ormai il degno erede dei grandi 'Immortali' della storia rossonera, l'elemento che puòriportare la squadra milanese a competere anche al di fuori dei confini nazionali. E poco dopo la conquista del Tricolore, il 17 maggio, la società gli rinnova il contratto fino al 30 giugno 2016.

Il 2011/12 si apre sulla scia dell'anno precedente con la conquista della Supercoppa italiana, secondo (e ultimo) trofeo dell'esperienza rossonera di Thiago Silva. Il 6 agosto 2011, a Pechino, i rossoneri superano 2-1 l'Inter con i goal di Ibrahimovic e Boateng e vincono il titolo per la sesta volta nella loro storia.

La stagione è ancora di alto livello, e si ha l'impressione che la squadra di Allegri possa ripetere l'exploit dell'anno precedente in campionato e giocarsi le sue chance in Champions, dove Thiago Silva trova anche la sua prima gioia personale in carriera il 13 settembre, coronando una prestazione sontuosa al Camp Nou con la rete del 2-2 finale nei minuti di recupero.

Il 27 novembre si toglie anche la soddisfazione di portare al braccio la fascia da capitano nella gara di campionato con il Chievo, in cui firma anche il suo secondo goal stagionale con un destro preciso da fuori area.

I rossoneri avanzano in Europa, dove superano anche lo scoglio degli ottavi di finale superando l'Arsenal di Wenger (4-0 a San Siro e k.o. per 3-0 a Londra) e in Serie A ingaggiano un testa a testa con la Juventus di Antonio Conte.

Ma la sfortuna è dietro l'angolo: dopo il goal non assegnato a Muntari nello scontro diretto di San Siro il 25 febbraio (terminato così 1-1), e il 3° goal personale realizzato al Barbera nel successo per 0-4 contro il Palermo, il 24 marzo 2012, nei minuti iniziali della gara contro la Roma a San Siro, il centrale brasiliano si infortuna, riportando una lesione muscolare al bicipite femorale della coscia destra, e lascia il campo al 10' sostituito da Zambrotta.

Il Milan supera comunque i giallorossi 2-1, ma senza un giocatore chiave abdica in campionato, lasciando via libera alla Juventus, ed è eliminato dal Barcellona di Pep Guardiola nei quarti di finale di Champions (0-0 a San Siro e sconfitta per 3-1 al Camp Nou). Per Thiago Silva l'annata si conclude in anticipo con 37 presenze e 3 goal (2 in campionato e uno in Champions).

L'ADDIO DOLOROSO

Tutti i tifosi, amareggiati per l'esito infelice della stagione 2011/12, non vedono l'ora di riammirare il loro beniamino in campo nel nuovo anno. Tanto più che il 10 maggio 2012, nella conferenza stampa in cui annuncia il suo addio ai colori rossoneri per andare negli Stati Uniti, Alessandro Nesta lo incorona come suo successore.

"Thiago Silva è il mio erede - afferma -, spero faccia anche più di me, le qualità ce le ha".

Nessuno, di fatto, può prevedere quanto accadrà di lì a poco. Il Milan, alle prese con un bilancio pesantemente in rosso, è chiamato a fare dei sacrifici sul calciomercato, e nonostante le dichiarazioni di Berlusconi per tranquillizzare la piazza, sarà proprio Thiago Silva a lasciare a sorpresa l'Italia per trasferirsi in Francia.

A inizio giugno si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile passaggio del centrale brasiliano al PSG. Ma il patron rossonero sembra prendere una posizione ufficiale il 14 giugno, quando in una nota ufficiale della società dichiara:

"Thiago Silva resta al Milan".

Tanto più che il 2 luglio l'ex Fluminense firma il prolungamento di contratto fino al 30 giugno 2017. Ma il 14 luglio seguente, con una nota stringata, il Milan annuncia la sua cessione ai parigini per 39 milioni di euro, cifra che rappresenta la seconda cifra più costosa spesa in quel momento da un club per un difensore dopo i 46 milioni investiti dal Manchester United per Rio Ferdinand, e l'affare più caro per una società francese.

La sua ultima apparizione con il Milan resterà così la gara dell'infortunio, per un'avventura triennale che si chiude con 6 reti in 119 presenze ufficiali. Ai tifosi, amareggiati e arrabbiati, la partenza del brasiliano, che ormai vedevano come l'erede dei grandissimi Baresi, Maldini e Nesta, lascerà un vuoto incolmabile per una storia d'amore finita troppo presto.

Forte fisicamente e tecnicamente, migliorato nei suoi anni in Italia nell'arte dell'anticipo e nel tempismo sui colpi di testa, Thiago Silva andrà a fare le fortune del PSG assieme a quel Carlo Ancelotti che aveva conosciuto nei suoi primi mesi in Italia.

"Io sono cresciuto molto in Italia, una delle scuole migliori per i difensori - ha ammesso spesso -. Ad inizio carriera ho avuto la fortuna di giocare accanto a due professori. Ho giocato con Maldini e poi ho avuto la possibilità di giocare con Nesta. Ho giocato con loro per due anni e in quel periodo ho imparato tantissimo".

Quanto al suo addio al Milan, il difensore chiarirà:

"Tengo a precisare che la decisione di andare via è stata una decisione mia presa in accordo con il club. Ero triste di lasciare il Milan e i suoi tifosi. Ho vissuto delle grandi emozioni e delle grandi vittorie con i rossoneri. Il Milan resta nel mio cuore e gli auguro il meglio per il futuro. Ho dato il massimo per questa squadra, a Milano ho passato tre anni bellissimi e sono stato trattato molto bene".

Oltre 10 anni dopo quell'addio amaro e improvviso, Thiago Silva, oggi al Chelsea, ritrova per la prima volta il Milan da avversario su quel palcoscenico internazionale, la Champions League, dove lo aveva lasciato prima dell'infortunio che lo aveva costretto a saltare il finale della stagione 2011/12.

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