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Massimo Tarantino Inter BolognaGetty

Parla Tarantino, colui che ha fermato l'aggressore di Assago: "Non sono un eroe, ho fatto la cosa giusta"

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E' ancora d'attualità la triste vicenda costata la vita a Luis Fernando Ruggieri, dipendente del centro commerciale di Assago Mirafiori: ad ucciderlo è stato Andrea Tombolini, l'aggressore che ha ferito con un coltello, tra gli altri, anche il difensore del Monza Pablo Marì.

Lo spagnolo non è in pericolo di vita e ha rassicurato sulle sue condizioni di salute sui social: a lui, alla vittima e agli altri feriti è andato il pensiero di Massimo Tarantino, ex difensore classe 1971 che ha avuto il coraggio e il sangue freddo di disarmare l'aggressore, evitando così ulteriori feriti o, ancor peggio, morti.

Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', Tarantino ha però rifiutato l'appellativo di 'eroe' per qualificare il suo nobile gesto.

"Non sono un eroe, gli eroi sono altri. Io mi sono solo trovato nel posto sbagliato e al momento sbagliato. Però ho fatto la cosa giusta".

Il disarmo è avvenuto tramite un calcio che ha colpito la mano di Tombolini, bloccata in modo che non potesse più raggiungere il coltello.

"Ero alla cassa in fila con mia moglie e mia figlia di 22 anni. Siamo andati a fare la spesa come accade spesso. A un certo punto ho iniziato a sentire urlare, ma urla di dolore e di spavento. Ho visto quest’uomo correre verso di noi con un coltello in mano. E come prima reazione mi sono messo a protezione della mia famiglia, ho fatto un passo indietro.
Ha colpito un dipendente che stava a un metro da me (non Luis Fernando Ruggieri, ferito a morte, ndr) e nello scontro sono caduti a terra. E’ stato in quel momento che ho avuto la lucidità di avvicinarmi e di dare un calcio alla mano che stringeva ancora il coltello. Ma l’arma non è finita lontano da lui. Così l’ho allontanata e con un piede ho bloccato la sua mano".

Qualche secondo prima è stato aggredito Pablo Marì, tra i reparti del locale: da lì sono giunte le prime grida.

"Ho visto la moglie e il figlio vicino alle casse, quando ormai era tutto finito e stavano intervenendo i soccorritori. Perché penso che Pablo sia stato colpito nella zona centrale, tra i reparti. E’ da lì che sono arrivate le prime grida d’allarme".
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