E’ stata una giornata speciale questa per lo Shakhtar. La compagine ucraina infatti è scesa per la prima volta in campo da quando è iniziata l’invasione russa.
Lo ha fatto in un’amichevole ad Atene con l’Olympiacos organizzata proprio per inviare un messaggio di pace a livello globale. Si è trattato di una delle quattro partire che lo Shakhtar giocherà in giro per l’Europa al fine di raccogliere fondi da devolvere alle famiglie colpite dal conflitto.
Ad imporsi sono stati gli ellenici per 1-0 grazie ad una rete di Toquinho ma, come spiegato da Christian Karembeu e Sergei Palkin, ovvero i direttori sportivi delle due società, mai come questa volta il risultato ha rappresentato un qualcosa di secondaria importanza.
“Vogliamo usare il calcio come strumento di pace. C’è la necessità di porre fine a questa follia, di tornare alla vita normale e di iniziare a ricostruire un Paese”.
Lo Shakhtar è sceso in campo con delle maglie speciali sulle quali campeggiavano i nomi non dei giocatori, ma delle città maggiormente colpite dal conflitto: Mariupol, Bucha, Irpin, Chernihiv, Kharkiv, Hostomel, Kherson, Volnovakha, Hostomel, Okhtyrka e Mykolaiv.
La compagine ucraina guidata da Roberto De Zerbi, tornerà in campo il prossimo 14 aprile per un’amichevole con il Lechia Gdansk.
