Sono trascorsi ormai più di quattro mesi dall'esonero di Unai Emery da parte dell'Arsenal. Ma gli strascichi della decisione del club, maturata in realtà al termine di una serie di risultati troppo negativi per essere ignorati, sono ancora vivi e presenti. Altroché.
A riportarli in auge è Sacha Wright, l'ex compagna di Emery, che in un'intervista al 'Sun' accetta di buon grado di rivelare particolari poco conosciuti di quel periodo. I due, per la cronaca, si erano lasciati un paio di mesi prima della decisione dell'Arsenal di licenziare il manager spagnolo.
"Emery mi ha incolpato di avergli causato l'esonero. Mi ha accusato di essere una strega bianca e di avergli portato iella. Mi ha detto: 'È dal giorno in cui ci siamo lasciati che abbiamo iniziato a perdere'. Mi ha detto anche che era così stressato che la sua mente non era più a posto dopo che ci siamo separati".
La Wright, che non segue il calcio, inizialmente non sapeva chi fosse e cosa rappresentasse Emery: solo che lavorava nel mondo dello sport.
"Abbiamo deciso di andare a cena in un ristorante italiano a Hampstead. Quando siamo arrivati, mi sono resa conto che doveva essere una persona importante: anche se il ristorante stava per chiudere, lo hanno tenuto aperto".
Il problema principale di Emery? Il complicato rapporto con la lingua inglese, evidenziato in maniera piuttosto netta dalle sue interviste nei post partita.
"Aveva un forte accento. Interrompeva regolarmente la conversazione in modo da poter controllare le parole su Google Translate sul suo telefono, ma l'ho trovato attraente sin dal momento in cui ci siamo incontrati la prima volta".


