La Roma di Mourinho non c'è più. Almeno in campionato. Con il pareggio rocambolesco ottenuto nell'ultima gara stagionale all'Olimpico sale a 5 il numero di gare senza vittorie dei giallorossi in Serie A.
Dal 2-1 in rimonta contro la Salernitana, datato 10 aprile, la squadra dello Special One ha racimolato 3 pareggi e 2 ko.
Un rendimento che ha rimesso in discussione la posizione di classifica detenuta in quel momento. Un quinto posto utile per andare in Europa League e migliorare rispetto all'anno precedente.
Un mese dopo, la Roma rischia di non qualificarsi nemmeno alla prossima Conference League. Qualora Atalanta e Fiorentina vincessero i rispettivi impegni contro Milan e Sampdoria, i giallorossi scivolerebbero all'ottavo posto.
E potrebbe non bastare nemmeno una vittoria nell'ultima giornata contro il Torino per scongiurare l'eventualità di un anno senza coppe.
Malgrado il grande entusiasmo generato nel pubblico romanista, tornato a riempire con frequenza e abbondanza l'Olimpico galvanizzato dalla conquista della finale di Conference League, i giallorossi potrebbero chiudere questo campionato con meno punti rispetto allo scorso.
Sotto la deludente gestione Fonseca, la Roma chiuse settima a 62 punti in classifica (63 considerando anche il punto perso a tavolino nella sfida contro il Verona di inizio campionato).
Oggi di punti i giallorossi ne hanno 60, e possono al massimo migliorare di un punto. Troppo poco per una squadra che sotto la gestione di Mourinho aveva dato segnali incoraggianti da metà febbraio in poi.
AL danno, potrebbe anche aggiungersi la beffa. La Roma potrebbe restare fuori dall'Europa pur avendo vinto 4 scontri diretti su 6 con le rivali Lazio, Atalanta e Fiorentina.
Giornata dopo giornata, lafinale di Conference League del 25 maggio assume sempre più i contorni dell'ultima spiaggia.
In caso di vittoria infatti, la Roma avrebbe garantita la partecipazione diretta all'Europa League indipendentemente dal piazzamento finale in classifica.
Ma se già una finale porta con sé delle pressioni di un certo tipo, viverla come turning point di una stagione in una piazza disabituata al successo come Roma rappresenta tutt'altro che un vantaggio per i giallorossi.
Ancora una volta è Mourinho a mettersi a protezione della sua squadra e a distrarre il pubblico dal rischio di finire in un crepaccio bello profondo.
Lui sa come si fa ad affrontare e vincere le finali. Chissà se i suoi calciatori sapranno fare altrettanto.


