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Alberto Aquilani ItalyGetty Images

Rimpianto Liverpool per Aquilani: "Sono stato un flop"

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E’ stato uno dei centrocampisti italiani più forti della sua generazione, un campione che ha vestito, tra le altre, le maglie di Roma, Juventus, Milan e Fiorentina ma che spesso è stato anche costretto a fare conti con infortuni che non sempre gli hanno consentito di esprimersi con continuità.

Quella di Alberto Aquilani è stata una carriera importante che si è sviluppata anche all’estero. Ha infatti giocato in Inghilterra con il Liverpool, in Portogallo con lo Sporting Lisbona e in Spagna con quella che poi è stata la sua ultima squadra: il Las Palmas.

Proprio l’avventura inglese è stata quella che gli ha lasciato i rimpianti più importanti ed è stato lui stesso ad ammetterlo in un’intervista rilasciata a ‘Liverpool Echo’.

“Molte persone pensano che per me sono stati spesi molti soldi e che non ho mai giocato e che per questo motivo sono quindi stato un flop. Hanno ragione. E’ giusto. C’è però da dire che sono successe molte cose”.

Aquilani si è trasferito al Liverpool nell’estate del 2009 per una cifra superiore ai 20 milioni di euro.

“Per me il Liverpool ha rappresentato un grande cambiamento. Sono di Roma, tifoso della Roma e giocavo nella Roma. E’ stato difficile lasciarla. Quando ero più giovane avevo avuto molte occasioni di cambiare squadra. Mi avevano fatto grandi offerte l’Arsenal ed il Chelsea, ma non c’è mai stata nessuna possibilità che lasciassi la Roma”.

A fargli decidere di trasferirsi in Inghilterra fu proprio la Roma.

“Ebbi un grosso infortunio che richiese un intervento chirurgico e restai fuori per quattro o cinque mesi. Quando il mio agenti mi ha detto del Liverpool la mia reazione è stata quella degli anni precedenti, le cose sono cambiate quando mi ha detto che la Roma voleva vendermi. A quel punto il Liverpool ha rappresentato la scelta migliore”.
Giocare con i Reds voleva dire poter affiancare Gerrard a centrocampo.
“Per me era un sogno. Tutti mi dicevano che Liverpool era il paradiso del calcio. Amo il calcio inglese, il Liverpool, i tifosi e Gerrard era il mio eroe, un Dio del calcio, quindi giocare al suo fianco rappresentava una grande opportunità. Il vero problema fu che ero infortunato. Lo dissi a Benitez che mi rispose che non c’erano problemi, che avrei firmato per cinque anni e che avrei avuto il tempo per recuperare. Mi pagarono molti soldi, ero un grande nome, tutti si aspettavano tanto da me. Per me fu difficile non giocare per tanti mesi, rimasi fuori fino a fine ottobre. Quando stavo bene facevo anche ottime partite, ne ricordo di molto belle ed ho fatto molti assist, ma non è bastato. Come mai? Avevo giocato poco ed ero stato pagato troppo. Non andava bene”.

Il rimpianto è quello che l’avventura al Liverpool è durata troppo poco.

“Arrivò Hodgson insieme ad un nuovo direttore sportivo e ovviamente pensarono di portare i loro giocatori. Il calcio è questo, mi è dispiaciuto che sia durata solo un anno”.
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