In campo questa sera con il suo Buxton nella gara di FA Cup contro il Romulus FC, Martin Pilkington ha raccontato la sua lotta contro il gioco d'azzardo alla 'BBC'.
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L'attaccante di Manchester nel 2016 è infatti stato squalificato dalla FA per aver scommesso su 831 partite di calcio, di cui 48 riguardavano la squadra nella quale militava all'epoca, ovvero l'Ashton United.
In 16 di queste Pilkington aveva addirittura scommesso sulla sconfitta del proprio club, scendendo in campo anche in 6 di queste gare. Una situazione che, una volta scoperta dalla FA, ha portato alla squalifica per quattro anni del calciatore.
"La dipendenza da gioco d'azzardo è dannosa al 100%. Il calcio è tutto per me e quando mi è stato detto che non mi era permesso giocare, ero depresso. Avevo pensieri oscuri. Se i giovani giocatori possono imparare dalla mia storia, preferirei aiutare."
Scontata la propria squalifica e tornato a indossare gli scarpini ai piedi, Pilkington a 31 anni vuole ora essere un esempio per chi come lui soffre della malattia del gioco d'azzardo. Un demone che l'attaccante ha combattuto frequentando anche dei gruppi di sostegno.
"Scommettevo su tutto. Il mio consiglio a tutti i giovani giocatori che leggono questa intervista è di stare lontani dal gioco d'azzardo. Non ne vale davvero la pena".
La malattia per le scommesse un giorno aveva portato Pilkington a puntare sulla sconfitta del suo Ashton United, salvo poi scendere in campo e segnare il goal vittoria. Un risultato che lo portò a perdere diversi soldi e che lo aiutò a riflettere su quanto stava accadendo nella sua vita. Un'esperienza che Pilkington non vuole più rivivere.

