Trovare il giusto assetto è una prerogativa fondamentale per ogni allenatore, soprattutto in difesa dove gli equilibri sono sempre sottilissimi: l'Olanda sembra aver individuato il terzetto giusto e definitivo da schierare davanti all'ex foggiano Noppert, pronto ad essere riproposto in tutta la sua compattezza anche venerdì sera contro l'Argentina.
In palio c'è la semifinale dei Mondiali, oltre ad una discreta rivincita per quanto accaduto nel 2014, quando fu l'Albiceleste a guadagnarsi l'accesso all'ultimo atto dopo i calci di rigore: Van Gaal (che nel turno precedente operò la staffetta Cillessen-Krul poco prima dei rigori contro la Costa Rica) con ogni probabilità si affiderà agli uomini che più degli altri gli hanno offerto garanzie. E, tra questi, non figura Matthijs De Ligt.
Partito con i gradi di titolare all'interno dell'undici che ha battuto il Senegal all'esordio in Qatar, il difensore del Bayern Monaco è stato rapidamente relegato in panchina: il suo nome, all'interno del trio difensivo, è stato sostituito da quello di Jurriën Timber, che ormai completa il reparto assieme a Nathan Aké e al leader massimo Virgil Van Dijk, probabilmente l'unico intoccabile.
De Ligt è stato rapidamente declassato a riserva: sempre in panchina contro Ecuador e Qatar, agli ottavi con gli Stati Uniti ha disputato appena un minuto, subentrando nel recupero ad Aké quando vittoria e qualificazione erano ormai acquisite. Un passo indietro notevole per chi sembrava destinato a scrivere la storia del calcio mondiale, sospinto dai record di precocità: su tutti, l'essere stato capitano dell'Ajax a 18 anni, bruciando le tappe di una scalata che sembra aver subìto una brusca frenata.
I buoni propositi mostrati in patria non si sono mai del tutto confermati all'estero, a partire dall'esperienza italiana con la maglia della Juventus: ottime prestazioni intermezzate da troppi passi a vuoto che hanno convinto la 'Vecchia Signora', la scorsa estate, ad accettare i 67 milioni più 10 di bonus offerti dal Bayern Monaco, cifra troppo allettante per poter essere rifiutata.
Getty ImagesVan Gaal, uno da sempre molto fedele alle sue idee, gli preferisce ormai Timber, di due anni più giovane di De Ligt: anche lui è cresciuto a pane ed Ajax (almeno dai 13 anni in poi, quando entrò a far parte delle giovanili dei 'Lancieri'), dove è uno dei punti fermi della difesa di Schreuder che lo ha schierato tra i titolari in tutte le 21 partite stagionali tra Eredivisie, Champions League e Supercoppa olandese.
Una garanzia per quanto riguarda continuità e sostanza nelle prestazioni, molto rassicuranti: forse il tratto che da un po' di tempo manca in quelle di De Ligt, bisognoso di ritrovare la solidità che ha caratterizzato la sua permanenza all'Ajax, quando Timber iniziava a farsi notare tra le fila della squadra Jong nell'Eerste Divisie, ovvero la seconda divisione olandese.
In queste poche partite dei Mondiali la distanza tra i due pare essersi del tutto azzerata, con addirittura tanto di sorpasso da parte di Timber che prosegue imperterrito il proprio cammino: a discapito di De Ligt, a cui tocca rimboccarsi le maniche per riprendersi ciò che gli è stato tolto da un giorno all'altro.
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