Pubblicità
Pubblicità
juventus real - luka modric mateo kovacic - champions league 03062017Getty Images

Modric e la finale di Champions con la Juventus: "Zidane ci svelò il punto debole"

Pubblicità

Quella del 3 giugno 2017 è stata una delle giornate più amare della storia recente della Juventus. Poco più di tre anni fa infatti, la compagine bianconera scese in campo al Millenium Stadium di Cardiff con l’obiettivo di tornare dopo molti anni sul tetto d’Europa, ma venne travolta da un Real Madrid capace di imporsi per 4-1.

Tra i grandi protagonisti di quella partita ci fu anche Luka Modric che, nella sua autobiografia ‘A modo mio’ ha ricordato come la Juve di Allegri arrivò a quella finale di Champions League con i galloni di grande favorita.

“La Juventus era stata spettacolare in Europa in quella stagione. Fino alla finale aveva subito soltanto due gol e ne aveva segnati ventuno, praticamente due a partita. Per questo era la favorita. Anche il suo dominio in Italia è senza eguali: giungeva a Cardiff dopo sei scudetti consecutivi. Erano arrivati in finale anche nel 2015, ma l’avevano persa contro il Barcellona”.

Il Real Madrid si presentò a Cardiff da squadra campione d’Europa in carica e quindi la voglia di riconfermarsi era  grandissima.

“Il Real aveva centrato per l’ultima volta l’accoppiata titolo nazionale-titolo di campione d’Europa nel 1958. Avevamo quindi l’opportunità di porci al fianco della fantastica generazione di Di Stéfano: per questo era importante per noi vincere entrambe le competizioni, dopo cinquantanove anni. E non solo. Prevalere sulla Juventus avrebbe significato per il Real difendere il titolo di campione d’Europa per la prima volta nella storia. Insomma, eravamo più che motivati”.

Modric ha ricordato quanto importanti furono in quell’occasione le intuizioni di Zinedine Zidane.

“La Juventus partì bene, con un paio di tiri pericolosi neutralizzati da Navas. Ma, al ventesimo, Ronaldo segnò dopo uno scambio con Carvajal, portandoci in vantaggio. È importante sottolineare un aspetto di questo incontro, che ancora una volta dimostra le grandi qualità come allenatore di Zidane. In vista della finale, ci aveva fatto notare che la Juve giocava molto bene in difesa e quindi era difficile «sfondare». Aveva però un punto debole: faticava sui contropiedi. Era vulnerabile, da quel punto di vista, e lo confermò già sul primo gol. Sette minuti dopo, però, pareggiò. Mario Mandžukić segnò un fantastico gol in rovesciata. Ma non ci scoraggiammo. Continuavo ad avere l’impressione che fossimo migliori di loro e che avremmo vinto”.

Pubblicità