Lo scorso 16 maggio è arrivata una notizia dai tratti clamorosi: Manchester City deferito per possibile violazione del Fair Play Finanziario in riferimento alle accuse sull'irregolarità di alcune sponsorizzazioni provenienti da Abu Dhabi, fatti risalenti al 2014.
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Appena due giorni fa, il 6 giugno, l'annuncio del ricorso presentato al TAS di Losanna dai 'Citizens', comunicato dall'organo giudiziario con questa nota.
“Il Tribunale Arbitrale dello Sport registra un ricorso presentato dal Manchester City Football Club contro l’Unione delle associazioni calcistiche europee (UEFA). L’appello presentato contro le decisioni della Camera di Investigazione (IC), dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club UEFA in merito alla presunta mancanza di conformità del Manchester City con i Regolamenti UEFA relativi alle Licenze dei Club ed il Fair Play Finanziario".
Ma il provvedimento preso dal club inglese sembra destinato a un esito infelice: come riportato da 'The Guardian', infatti, le regole dell'UEFA non permettono di ricorrere contro un semplice deferimento ma soltanto in caso di vera e propria decisione finale.
Sentenza non ancora nota, in quanto il caso è appena passato dalla camera d'inchiesta a quella giudicante che tra pochi giorni si pronuncerà definitivamente in merito.
Un verdetto che potrebbe avere grosse ripercussioni future se il TAS dovesse giudicare colpevole il Manchester City, escludendolo dalla prossima Champions League. In ballo anche il prosieguo dell'avventura inglese di Pep Guardiola, che però ha rilasciato dichiarazioni di fedeltà assoluta alla causa.

