Attacco alla profondità, passaggio col contagiri di De Bruyne e sinistro vincente alle spalle di ter Stegen. La palla è in fondo al sacco, Lukaku può esultare. Ancora.
Col Belgio è la quarta volta in sole due partite: in Nazionale l'attaccante dell'Inter si trasforma, vive una seconda vita. Dopo la tripletta alla Svezia di quattro giorni fa segna pure in casa della Germania, di certo non l'ultimo arrivato tra gli avversari, nell'amichevole vinta 3-2 dai Diavoli Rossi (in goal anche di Carrasco e De Bruyne, per la Germania Fullkrug su rigore e Gnabry nel finale).
Nonostante si trattasse di un'amichevole, al RheinEnergieStadion di Colonia Lukaku ha festeggiato con veemenza, prendendo a pungi il cielo, saltando e tirando fuori un grido forte quanto liberatorio, come per scrollarsi di dosso la paura dopo un periodo personale più che complicato.
A Milano 'Big Rom' non riesce infatti a brillare e sembra un altro giocatore rispetto allo spacca-partite ammirato con Conte: vuoi per la fiducia che sente addosso, vuoi per il modo di giocare. Un po' proprio come gli accade ora in Nazionale.
Col Belgio, in meno di una settimana, Lukaku ha segnato più goal rispetto a quanto fatto in tutta la stagione con l'Inter. In nerazzurro ha messo insieme infatti appena 3 reti, 2 in Serie A e una in Champions League, decisiva, contro il Porto. Dopo questa straordinaria sosta per le Nazionali, Inzaghi (che ha già perso Calhanoglu) spera di ritrovare l'attaccante, soprattutto sotto il profilo mentale. Perché aprile, tra campionato e coppe, per l'Inter sarà un mese fitto e soprattutto decisivo.




