Uno si è autoproclamato Re, l'altro Dio. Sui social, almeno. In campo, poche storie: Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic sono due campioni, due fuoriclasse, i trascinatori di Inter e Milan. Però "ne resterà soltanto uno", e ieri a conquistare le copertine è stato Lukaku. Autore del terzo goal nerazzurro in un derby dominato e vincitore della sfida personale contro il rivale svedese.
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Perché c'è poco da fare: ieri gran parte degli occhi presenti allo stadio oppure davanti alla televisione si è posata su loro due, sui loro movimenti, sulla loro mancata stretta di mano in virtù del protocollo Covid. E poi sull'esplosione di Lukaku dopo aver segnato la rete del 3-0, quella che di fatto ha chiuso lì il derby. Esplosione di gioia, ma non solo. E basta riguardarsi le immagini, con tanto di audio ambiente, per capirlo.
Lukaku scarica in rete alle spalle di Donnarumma un sinistro micidiale. E poi cosa fa? Esulta in maniera sentita, energica, travolto dall'affetto dei compagni in campo e di quelli in panchina. E si lascia andare anche con le parole, come captato dalle telecamere di DAZN:
"I'm the fu**ing best! Io, io! Te l'ho detto, ca**o!".
Tradotto in maniera - come dire - particolarmente soft: "Sono il migliore". Il migliore di Milano, il migliore nella sfida tra campioni con Ibrahimovic. E quel "te l'ho detto" che pare avere come destinatario proprio lui, Ibra, l'ex compagno al Manchester United divenuto rivale numero uno dopo l'ormai celeberrimo episodio del testa contro testa in Coppa Italia, scena trasformata ben presto in murale nei pressi di San Siro.
A proposito di Ibra: pomeriggio più storto che mai, per il gigante di Malmö. Stuzzica Bastoni, ci prova con una magia di tacco. Per due volte ha sulla testa il pallone del pareggio al rientro dagli spogliatoi, ed è una doppia occasione che potrebbe indirizzare il derby su binari completamente diversì. Ma Handanovic è in una di quelle giornate in cui non lascia passare manco le mosche, e il goal non rimane che un miraggio.
E così festeggia Lukaku. E festeggia a modo suo, urlando al mondo che il migliore è lui e indicandosi con il dito, casomai qualcuno non l'avesse compreso. Ibrahimovic guarda sconsolato, esce prima della fine sostituito da Castillejo e alla fine sorride amaro. Dio ha perso contro il Re.


