"In allenamento andava il doppio degli altri, così lo prendevo da parte per dirgli di contenersi" - Massimo Drago, allenatore del Cesena 2015/16, su Franck Kessie a 'La Gazzetta dello Sport'
Oggi è considerato uno dei centrocampisti più forti della Serie A e probabilmente d'Europa, ed è reduce da una stagione 2020/21 con il Milan da grande protagonista. Ma quando arrivò in Italia a 18 anni, acquistato nel gennaio 2015 dall'Atalanta, che lo prelevò dalla Stella Adjamé di Abidjan, Franck Kessie era solo un giovane talento in cerca di affermazione.
La Dea però lo aggrega inizialmente alla Squadra Primavera, anche se il tecnico della Prima squadra, Edy Reja, subentrato a Stefano Colantuono, lo convoca per l'impegno dell'Olimpico con la Roma, gara nella quale resta tuttavia in panchina.
Il giovane ivoriano però scalpita, chiede spazio per mettersi in mostra. L'occasione giusta capita negli ultimi giorni del calciomercato estivo 2015, grazie ad un'intuizione del Direttore sportivo del Cesena, Rino Foschi. Il club romagnolo si mette d'accordo con il giocatore e la società bergamasca, e Franck può finalmente dimostrare il suo valore, seppure in Serie B.
"Per l'operazione Kessie va detto ‘bravo’ a Rino Foschi, ex D.s. del Cesena. - sottolinea il tecnico di quella squadra, Massimo Drago - Lo prese in prestito dall'Atalanta negli ultimi giorni di mercato. Fu lui a presentarmi Franck dopo un'amichevole. Arrivò con lo sguardo spaesato, timido timido, non parlava mai. Si presentò a noi come difensore centrale".
Anche sul piano alimentare, il classe 1996 africano non era propriamente irreprensibile.
"Non era molto attento al mangiare (sorride ndr). A volte si presentava al campo con un panino, altre con delle merendine. Come una Ferrari a cui fa il pieno col carburante sbagliato. Gli abbiamo insegnato a curare anche quell'aspetto".
I primi allenamenti e le prime partite Kessie le giocò effettivamente da centrale difensivo. Ma a Drago qualcosa non quadra e presto arriva il cambio di ruolo.
"Da difensore era l'ultimo della gerarchia, aveva 19 anni e nelle partitelle giocava fuori ruolo perché i posti erano finiti. Un giorno lo provai a centrocampo e... apriti cielo: nessuno riusciva a saltarlo, una diga. Così da quel giorno giocò sempre in mezzo".
"La partita era Cesena-Livorno 1-0, giocarono Sensi e Kessie in mezzo. - ricorda Drago - Fu uno spettacolo vederli insieme. Giocavano alla grande, senza alcuna pressione, ed è questo il punto di forza di Franck. Per lui non fa differenza giocare a Cesena, a San Siro o al Bernabeu. Ha lo stesso atteggiamento".
Con l'ivoriano accanto al giovane talento italiano, il tecnico dei romagnoli trova la quadratura del cerchio. Dopo 2 partite disputate da difensore centrale (vittoria 1-3 contro l'Ascoli e pareggio per 0-0 contro il Perugia), Kessie dimostra così di avere qualità da centrocampista uniche e gioca un gran campionato.
Prezioso in fase difensiva, nella quale recupera una grande quantità di palloni si dimostrerà abile anche negli inserimenti offensivi, e a fine anno saranno ben 4 le reti messe a referto in 36 presenze. Il primo goal in Italia lo firma il 31 ottobrecontro il Lanciano (vittoria per 2-0 dei bianconeri), poi si ripete contro Ternana (4-0), Ascoli (3-0) e Pro Vercelli (2-1). Ogni volta che segna la sua squadra vince.
Fisicità, senso tattico, tiro e una tecnica discreta: la Serie B diventa per Franck una vetrina importante e infatti gli osservatori delle grandi squadre iniziano a fare tappa costante al Manuzzi: l'Inter, ma anche il Milan e la Juventus visionano il giocatore e già nella Primavera 2016 si capisce che il suo futuro sarà in altre categorie.
"Ha lo stesso carisma, lo stesso fisico dirompente di Desailly", sosterrà Drago a 'La Gazzetta dello Sport' nel 2021.
Oggi è diventato anche un rigorista molto freddo, ma all'epoca del Cesena Kessie cedeva la palla al suo compagno di reparto.
"Il rigorista era Sensi - ricorda Drago - Non sbagliava mai (2 tentativi e 2 goal, ndr), ma in allenamento ci provava anche Franck. A centrocampo ero messo bene".
Grazie a Kessie e a Sensi, il Cesena chiude la stagione 2015/16 al 6° posto, qualificandosi per i playoff promozione. Ma privi del loro cervello e attuale interista e giocatore della Nazionale, infortunato, i romagnoli cadono nel turno preliminare degli spareggi, dove perdono per 2-1 con lo Spezia e vengono eliminati.
La squadra bianconera resta dunque in Serie B, non Kessie, che nel 2016 torna all'Atalanta, dove intanto è approdato Gian Piero Gasperini, per prendersi una maglia da titolare in Serie A e iniziare la sua scalata che lo porterà nella stagione successiva al Milan. Grandi meriti vanno al suo allenatore dell'epoca, che cambiando la sua posizione in campo ne ha esaltato le potenzialità.
"Nell'uno contro uno è insuperabile. - sottolinea Drago - Ricordo partite in cui dovevamo difendere il risultato a pochi minuti dalla fine. Bastava dargli il pallone vicino la bandierina, una sicurezza. Non so se da difensore centrale avrebbe avuto la stessa carriera".
Il giocatore ivoriano ha proseguito a migliorarsi, lavorando sui suoi limiti, e oggi, secondo chi lo allenava quasi 7 anni fa, è un centrocampista totale:
"Attacca di più, si inserisce, contrasta, ogni tanto segna. - evidenzia Drago - È diventato un tuttocampista. Quando giochi con campioni come Ibra è tutto più facile".
