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Josip BrekaloGetty Images

Il ‘no’ al Torino, la panchina al Wolfsburg: Brekalo tagliato dalla Croazia, niente Mondiale

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Josip Brekalo non giocherà il Mondiale di Qatar 2022 con la Croazia. Il classe 1998 era stato inserito nella lista dei 34 pre-convocati da Zlatko Dalic, ma non è riuscito a trovare posto nei 26. Il ct ha fatto altre scelte in attacco, basandosi anche sul rendimento e sul minutaggio fin qui accumulato. E quello di Brekalo è stato decisamente scarno, non solo per gli zero gol all’attivo: solo 313 minuti spalmati su 7 partite, solo 3 da titolare.

Troppo poco per pensare di entrare nell’elenco dei vicecampioni in carica, non senza rimpianti. Bisogna tornare a maggio: il talento di Zagabria veniva da una buona stagione al Torino, che aveva messo nei piani il suo riscatto anche sborsando una cifra importante, intorno ai 10 milioni di euro. 7 goal, 2 assist e giocate che avevano convinto la dirigenza a puntare fortemente su di lui.

Ad opporsi però è stato lo stesso giocatore, che aveva altri piani per la sua carriera. A spiegarlo a metà maggio fu lo stesso direttore sportivo del Toro Davide Vagnati, con una punta di amarezza.

“Abbiamo dovuto declinare la nostra opzione sull’acquisto definitivo di Brekalo, ho avuto personalmente più di un meeting con Josip e con il suo entourage, purtroppo da qualche mese ci ha comunicato che il suo desiderio era quello di non continuare con noi. Aveva una sua idea precisa e rispettabile e noi vogliamo solo giocatori che ci credano e che vedano il Torino come una prima scelta. È un grande rammarico perché è un giocatore che ha fatto bene”.
"I suoi dubbi erano di natura esclusivamente sportiva - ha spiegato il suo agente a ‘Tuttosport’ - legati al fatto che il Torino non giocherà le Coppe europee. E lui sogna grandi palcoscenici per continuare a venir convocato dalla Croazia in vista dei Mondiali, così come i compagni in Nazionale che giocheranno le Coppe europee. Josip spera di essere ingaggiato da un club che disputi la Champions o una delle altre due competizioni internazionali”.
Josip Brekalo Torino Serie AGetty

Alla fine però nessuna offerta arrivata dalle parti di Wolfsburg è stata convincente, così il giocatore ha tentato di ripiegare nuovamente sul Torino. Troppo tardi, per Vagnati.

“Voleva tornare, ha fatto di tutto per venir di nuovo qui ma non era giusto prenderlo, visto che a maggio volevamo riscattarlo e investire su di lui mentre il ragazzo la pensava in maniera diversa".

Eppure la stagione di Josip Brekalo in Germania era partita nel miglior modo possibile: 30 luglio, primo turno di Dfb-Pokal, assist su calcio di punizione per la deviazione vincente di Omar Marmoush nel recupero del match sul campo del Carl Zeiss Jena, club di quarta serie. Il suo passaggio decisivo aveva tolto il Wolfsburg dall’impiccio di un supplementare che poteva farsi complicato.

Sembrava l’inizio di un qualcosa di promettente. Vuoi perché sulla panchina dei Lupi era arrivato nel frattempo un tecnico esperto come Niko Kovac, croato di nazionalità e persino ex ct della selezione, vuoi perché veniva da una grande annata disputata in Serie A con la maglia del Torino.

Ad oggi, però, Brekalo è poco più che una riserva. Dall’1 ottobre ha giocato solo 9 minuti in 8 partite, subentrando contro il Bochum penultimo in classifica sul punteggio di 4-0. Una specie di contentino. Tra panchine e mancate convocazioni, è rimasto ai margini. Nonostante nelle due uscite precedenti a quella serie fosse partito titolare e avesse anche consegnato un altro assist, sempre su piazzato, per la testa di Lacroix. Altro gol decisivo, per battere l’Eintracht a Francoforte. Mica poco.

Non per Kovac, che ha evidentemente fatto altre valutazioni. I talenti Wimmer e Kaminski più l’egiziano Marmoush hanno monopolizzato i minuti sulle fasce, il passaggio al centrocampo a 3 rispetto al 4-2-3-1 impiegato inizialmente ha precluso al 24enne la possibilità di giocare. Il poco spazio gli è costato il Mondiale. Quell’obiettivo per cui aveva lasciato il Torino. Danno e beffa.

Sono 33 le presenze di Brekalo con la Croazia, con cui ha disputato anche Euro 2020 giocando 3 partite. Dalic lo aveva escluso dalla lista di settembre, salvo chiamarlo nei 34. In Qatar, però, non se lo porterà. Danno e beffa.

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