Pubblicità
Pubblicità
2020-07-08 Ibrahimovic MilanGetty Images

Goal da bordocampo - Occhiata a CR7, consigli, richiami: Ibrahimovic è un magnete

Pubblicità

“Tek, you know him!” Lo conosci!". Le urla di Cristiano a Szczęsny prima del rigore di Ibra squarciano il silenzio di San Siro. Zlatan ascolta, guarda il portiere e poi lo spiazza. Si gira verso il portoghese quando la palla sfiora la rete: “He doesn’t!”. Sorriso sarcastico e occhiataccia inceneritrice, è l’immagine che identifica Milan-Juve: pensavi di sapere tutto di me, invece non sai proprio nulla.

Rivedi Milan-Juventus su DAZN

Ibrahimovic ha la capacità di portare verso di sé ogni attenzione, come se compagni, avversari e addetti ai lavori fossero attratti da una strana forza emotiva che lo circonda. Nel riscaldamento gli arbitri e le riserve lo scrutano, lo studiano, lo osservano con occhi a cuoricino. In campo trascina con lo sguardo, si abbassa a prendere il pallone come fosse un trequartista.

Prima richiama Rebic: “Oh Ante, entra in partita!”, poi applaude Hernandez per un passaggio fuori misura: “Bravo Theo!”, infine chiede a Donnarumma dove mettersi sui calci d’angolo a sfavore: “Gigio, va bene qui?”.

Basta la presenza, fisica e mentale. Ibra attrae come un magnete: è il polo positivo che serve a Stefano Pioli. Cambia faccia, standing, personalità, pure quando si siede in panchina. I ragazzi della Primavera lo cercano per complimentarsi, alcuni di loro non l’hanno mai nemmeno toccato in allenamento. Uno è indeciso se allungare la mano o meno, alla fine gli batte il cinque. Da bordocampo per Zlatan comincia un’altra gara: cura i dettagli di chi sta giocando, trasmette energia positiva, spiega a Leao i movimenti giusti da fare.

Nell’intervista post partita gli ricordiamo che nonostante la sua forma smagliante, gli anni passano per tutti, ci risponde che questo Milan con lui dall’inizio avrebbe vinto il campionato. Simpatico, esuberante, pieno di sé: ogni risposta è un titolo. Si sbilancia su tutto, tranne che sul futuro: “Questo mese penso solo a divertirmi!”. E speriamo che non sia l’ultimo.

Pubblicità