Per capirlo davvero Chiesa, devi vederlo da vicino. Non ce la stiamo tirando, sia chiaro, piuttosto ammettiamo un errore di tanti, in cui siamo caduti anche noi.
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Solo da vicino infatti puoi capire (quasi) tutte le potenzialità, le declinazioni e soprattutto l'uso che fa del suo corpo. Perchè dai: dallo schermo sembra mingherlino, magro, esile, ma per forza deve esserlo, per tollerare quella velocità lì. Poi però senti il rumore dei colpi che prende dai difensori e lo vedi stare in piedi, anche ora, che gli capita più spesso di trovarsi spalle alla porta. Lo vedi andar su di testa, anche con i più grossi. Lo vedi gestire il proprio volume di gioco, che in quanto essere umano è fatto comunque di ossigeno e pure quello prima o poi si esaurisce.
Insomma, mettiamo in chiaro una cosa: anche un corpo così, in fondo, è un talento. Fondamentale nel calcio di oggi, imprescindibile per poter essere esterno-che-diventa-seconda-punta. Sta studiando quel ruolo lì, che aveva iniziato a conoscere con Pioli e Montella quasi per necessità e che ora, per vantaggi tratti, allena ogni giorno con Iachini. L'immagine da tenere a mente come riferimento è il 2-0, il gol di Vlahovic. Chiesa comincia l'azione a un metro da Gattuso, un altro che il corpo sapeva usarlo in campo. Protegge palla spalle alla porta, perde l'appoggio con Di Lorenzo e cade, si rialza, arriva Demme, spallata e se ne va, poi cambia gioco sul piede di Lirola. Il resto lo fa Vlahovic, Chiesa sfinito guarda il gol dal fermo e con la palla entrata, si gira verso la panchina, si inginocchia e aspetta l'abbraccio di Iachini.
Ecco, in questa immagine c'è molto della vittoria a Napoli della Fiorentina, c'è la sincerità del rapporto tra allenatore e giocatore-riferimento. C'è la sincerità di un corpo che è tornato a funzionare, per stessa ammissione di Chiesa a fine partita.
"Col Mister ci siamo capiti subito, mi sta aiutando a tornare in forma e si vede".
Strano rapporto quello di Chiesa col proprio corpo: a nemmeno 18 anni, quando che avrebbe fatto il calciatore professionista non ne era ancora certo, Federico, su consiglio del padre, si iscrisse all'università: Scienze dell'attività motoria. "Voglio imparare come funziona il mio corpo". Ha studiato Chiesa, è evidente.




