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Fernando Gago Aldosivi River Torneo Liga Profesional 26082021Getty Images

Gago stupisce da allenatore: ha chiuso la regular season primo e da imbattuto

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Elegante quanto cristallino, forte quanto sfortunato. Un giro del mondo - Buenos Aires, Madrid, Roma, Valencia - sempre e perennemente costellato da guai fisici, infortuni più o meno gravi, contrattempi. Questo era il Fernando Gago calciatore, un potenziale crack frenato dalla jella. Oggi c'è un altro Gago. Siede in panchina, fa l'allenatore. E se la sta cavando piuttosto bene.

Ha compiuto 36 anni appena un mese fa, Gago. Da pochi mesi è l'allenatore del Racing, una delle formazioni pià gloriose dell'Argentina e dell'intero Sudamerica (in bacheca compaiono una Copa Libertadores e una Coppa Intercontinentale, per dire). E, al secondo anno in giacca e cravatta, ha già vinto il campionato. O meglio, la regular season, ovvero uno dei due gironi in cui è suddivisa la Copa de la Liga Profesional, il massimo campionato argentino. L'altra capolista, per la cronaca, è l'Estudiantes dell'ex genoano Boselli.

L'1-1 di venerdì sera in casa del San Lorenzo, una delle rivali storiche del Racing, ha consentito all'Academia di tenersi il primato del gruppo A. 30 punti per gli uomini di Gago, 29 per il River Plate del gioiello Julian Alvarez, già ceduto al Manchester City. In 14 giornate la capolista non ha perso neppure una volta, unica a riuscirci. Martedì sera Gago sfiderà nei quarti l'Aldosivi, guidato dall'ex compagno Martin Palermo, con la concreta possibilità di avanzare in semifinale.

Gago è il giovane allenatore argentino sulla bocca di tutti. Proprio com'era qualche anno fa Marcelo Gallardo, oggi divenuto una vincente certezza. Eppure non allena che da un anno e mezzo. Nel novembre del 2020 ha annunciato l'addio al calcio dopo l'ennesimo infortunio. Due mesi più tardi, gennaio 2021, ha iniziato la nuova vita di allenatore. Gli ha dato la prima chance proprio l'Aldosivi, ironia della sorte la formazione che si ritroverà di fronte nei quarti di finale.

Inizialmente non è andata benissimo: qualche vittoria, ma anche qualche sconfitta di troppo. Sei di fila rimediate lo scorso settembre gli sono costate l'esonero, anche se l'Aldosivi ha continuato a perdere anche senza di lui (altri due ko prima di ritrovare la vittoria). Ma evidentemente le sue idee di calcio, basate su possesso palla e una costante ricerca di un gioco offensivo, hanno convinto la dirigenza del Racing a puntare su di lui. Gago ha firmato un mese dopo l'esonero, a ottobre. Con soli 35 anni sulla carta d'identità.

Una missione da far tremare i polsi. Perché il Racing era reduce dalla finalissima malamente persa qualche mese prima contro il Colón, inedito campione del fútbol argentino con un 3-0 che aveva sgretolato ogni certezza. Gago ha sostituito Juan Antonio Pizzi, l'ex mancino del Barcellona e della Nazionale spagnola. Anche qui, all'inizio, non ha avuto vita facile. È sempre stato un uomo Boca, la gente lo guardava di traverso. E le prime sconfitte, tra cui uno 0-4 al Monumental contro il Racing, non hanno aiutato.

Poi, d'incanto, è nata la magia. Nel 2022 l'Academia ha perso soltanto una volta, contro i peruviani del Melgar in Copa Sudamericana. Tra inizio marzo e metà aprile ha messo assieme una striscia di 10 vittorie consecutive tra tutte le competizioni. Si è presa il primo posto e non l'ha più mollato. E ora vuole dare la vuelta olimpica tre anni dopo il pareggio in casa del Tigre che, nel marzo del 2019, infilava l'ultimo titolo nella bacheca del club.

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