Dall'ossessione alla sentenza: Napoli meglio senza '9'

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L'esplosione di Mertens da finto centravanti e la gara con la Fiorentina hanno fornito una convinzione: Napoli meglio senza una punta di peso.

Questo Napoli è fatto per giocare nello stretto. Palleggio, talento, fantasia e guai a lanciare alta la sfera, il progetto Sarri aumenta una convinzione: azzurri meglio senza un centravanti di peso. Proprio ciò che in tanti invocavano dopo il grave infortunio di Milik.

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Naturalmente il discorso va rivisto contro avversarie che parcheggiano il classico pullman davanti alla porta e serve una punta capace di far valere centimetri e gioco aereo, ma l'assenza del polacco ha certificato come i partenopei siano più pericolosi e spettacolari quando a guidare l'attacco è il trio Callejon-Mertens-Insigne (rispettivamente 10, 16 e 6 goal stagionali).

Pavoletti deve ritrovare smalto e integrarsi nei nuovi meccanismi, Milik di nuovo al top rappresenterà il pilastro del reparto avanzato, ma nel frattempo Sarri può stropicciarsi gli occhi con la sua invenzione: il belga 'falso nueve'.

Mertens è una manna dal cielo per i compagni d'attacco e il suo ingresso contro la Fiorentina l'ha certificato: l'ex PSV viene fuori a prendersi palla creando spazi per gli inserimenti dei due esterni, in più col suo genio sa mandarli in porta con una facilità disarmante. E, roba non da poco, segna reti a grappoli.

La presenza di una prima punta di peso sembra rallentare il possesso palla letale del Napoli, concetto invece esaltato dalla rapidità di tocco e dalla qualità di Dries che calzano a pennello per l'idea di calcio portata dal tecnico.

E a beneficiare dell'impiego di Mertens in mezzo al tridente sono Callejon ed Insigne, con l'azione del goal che ha deciso il match con la Viola emblema di tale tesi. Il belga arretra sulla trequarti, lascia spazio al taglio dello spagnolo che sfrutta al meglio il cross di un Hamsik innescato dal talento di Frattamaggiore.

Niente punti di riferimento, 'tiki-taka' nello stretto a tratti ubriacante e visione sia di gioco che della porta: questo Napoli 'tascabile' piace più di quello col '9'. Fermo restando l'importanza di Milik.

 

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