Il VAR festeggia il suo compleanno. O almeno l’inizio del suo rapporto con il calcio italiano. Da esattamente cinque anni il ‘Video Assistant Referee’ è uno dei grandi protagonisti della Serie A.
Mezzo a lungo reclamato e atteso da molti, oggi è una realtà della quale è difficile immaginare di poter fare a meno. Come ricordato da ‘La Gazzetta dello Sport’, si è rivelato per la prima volta ai agli appassionati italiani nel corso di un’amichevole Italia-Francia che si è giocata a Bari l’1 settembre 2016, ma solo un anno dopo il suo utilizzo è diventato ufficialmente effettivo nel massimo campionato italiano.
Il Serie A lo si è cominciato a scoprire il 19 agosto 2017 in occasione di uno Juventus-Cagliari. In quella occasione la direzione della gara venne affidata a Maresca, mentre al VAR c’era Valeri. Fu proprio durante quella sfida che per la prima volta nella storia del campionato nostrano, l’arbitro fece l’ormai famoso gesto del monitor. Il gioco venne infatti fermato per un contatto in area tra Alex Sandro e Cop.
Venne dunque assegnato così il primo rigore in Serie A con l’ausilio del VAR, rigore che poi Buffon parerà a Farias.
Da allora diverse cose sono cambiate. Il suo utilizzo è stato affinato e tutto è diventato più automatico.
“La Var ha contribuito a far diventare il calcio più giusto – ha spiegato a ‘La Gazzetta dello Sport’ il chairman of the Fifa Referees CommittePierluigi Collina- Ovviamente in un gioco dove molto dipende dall’interpretazione soggettiva, le diversità di giudizio e le polemiche conseguenti rimangono. Il calcio non è il tennis o la pallavolo. Ma certamente non ci sono più errori nel giudizio di quegli episodi la cui interpretazione è unanime”.
E’ stato statisticamente provato che il numero di errori arbitrali è drasticamente diminuito grazie al VAR (dal 6,00% allo 0,87%), ma adesso sono in molti a chiedere un passo successivo: il ‘challenge’, ovvero la chiamata da parte delle squadre.
“Sarà un punto di arrivo che permetterà una maggior specializzazione e ci porterà a non perdere risorse. Ci vuole tempo ma ci arriveremo come successo fra arbitri e assistenti”.
