Nuovi sviluppi emergono dall’indagine che gli inquirenti stanno conducendo sull’Università di Perugia. Tra le intercettazioni relative all’esame farsa di Luis Suárez sarebbe spuntato anche il nome di Fabio Paratici, Chief Football Officer della Juventus, citato da alcuni degli indagati.
Secondo ‘Repubblica’, il nome del dirigente bianconero verrebbe soltanto fatto in alcune conversazioni tra Simone Olivieri, il direttore generale dell’ateneo, e la persona a cui si sarebbe rivolta la Juve per capire se fosse possibile far svolgere l’esame a Suárez proprio a Perugia. In più Olivieri in altre intercettazioni coi colleghi parlerebbe di una telefonata, anche se telefonate dirette non sono agli atti.
"Guarda che si è interessato Paratici".
Il CFO della Juventus avrebbe spiegato di non avere mai avuto contatti con l’ateneo umbro. In più, già al 15 settembre i bianconeri avrebbero comunicato a Suárez - che ieri, per inciso, si è legato all'Atlético Madrid - la volontà di non insistere nell’operazione di trasferimento. Tanto che la professoressa Stefania Spina, tutor del calciatore e iscritta nel registro degli indagati, ha definito mogio il giocatore nei giorni pre-esame proprio per questo motivo.
“È mogio, ha saputo che la Juve non lo vuole più”.
Paratici, comunque, non è indagato, al pari della Juventus e di Suárez e del suo entourage. Nel mirino della Guardia di Finanza ci sono sempre solo i cinque membri dell’Università: ai reati di falso ideologico e rivelazione di segreto d’ufficio si sarebbe aggiunto anche il concorso in corruzione, secondo la ‘Gazzetta dello Sport’.
Le ipotesi di pressione da parte della Juventus ieri sono state smentite anche ieri dall’avvocato Turco, che aveva contattato l’Università per conto di Suárez. Anche se una frase intercettata e riportata da ‘Repubblica’ parla di ‘fretta’ chiesta dalla Juventus.
“La Juve chiede di fare in fretta”.
Al momento i bianconeri non sono coinvolti nell’indagine penale, ma potrebbero invece rischiare dal punto di vista sportivo: la procura della Federcalcio ha aperto un’inchiesta per la violazione dell’articolo 32 del codicesull’alterazione di passaporti, tesseramenti di extracomunitari e documenti di cittadinanza.
