Quando la scorsa estate il Chelsea ha sborsato qualcosa come quindici milioni di euro (più bonus) pur di assicurarsi il suo cartellino, erano in molti a chiedersi cosa avesse di speciale quel centrocampista della Primavera dell’Inter pagato a peso d’oro.
Oggi di Cesare Casadei si sa molto di più, compreso il fatto che è il leader di un’Italia U20 che sogna in grande ai Mondiali di categoria che si stanno svolgendo in Argentina. La sua prova nel match di debutto vinto per 3-2 contro il Brasile è stata maiuscola ed è stata scandita da un assist, un rigore procurato ed una doppietta.
Casadei, in un’intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport’, ha spiegato quanto importante per lui si è rivelato il trasferimento in Inghilterra.
“Sì, credo di aver fatto progressi, nell’ultimo anno sono cresciuto da ogni punto di vista. Metto sempre tutto quello che ho in allenamento, parlo spesso con i miei tecnici e chiedo a loro cosa pensano possa aggiungere al mio bagaglio”.
Dopo una prima metà di stagione vissuta con i giovani del Chelsea, a gennaio si è concretizzato il passaggio in prestito al Reading.
“In Championship ho trovato una realtà diversa, passare da un settore giovanile a una prima squadra è sempre un bel gradino da salire. Non è semplice, ma ti fa crescere”.
L’etichetta di ragazzo da quindici milioni di euro non gli è mai pesata.
“No, mai. Io sono uno che si concentra sul campo e stop. Il mercato l’ho vissuto con serenità, con pazienza, aspettavo che succedesse quello che è successo. Le cose che si dicevano sul mio conto non mi hanno mai urtato”.
Oggi in molti paragonano Casadei a Milinkovic-Savic, in passato però il suo modello di giocatore era un altro.
“Sono cresciuto con Kakà, mi è sempre piaciuto un sacco. Poi crescendo ho capito che le caratteristiche non sono proprio le stesse…”.
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