Nei 30 goal realizzati fin qui in stagione dal Napoli, nessuno porta la firma di Josè Callejon e Marek Hamsik. Un paradosso per due tra gli azzurri più prolifici degli ultimi anni, ma ad influire c'è anche il ruolo ricamatogli da Ancelotti.
Da esterno d'attacco del 4-3-3 a laterale di centrocampo del 4-4-2 scelto dal tecnico emiliano per dare maggior solidità ai partenopei, lo spagnolo agisce più lontano dalla porta e seppur i tagli restino un marchio di fabbrica intramontabile Callejon ne paga inevitabilmente in lucidità quando c'è da concludere.
Stesso discorso vale per Hamsik, arretrato davanti alla difesa dopo anni trascorsi come interno con licenza di inserirsi o addirittura trequartista 'simil' seconda punta nella gestione Benitez: il capitano del Napoli, ora, ha l'obbligo di tenere maggiormente la posizione per garantire filtro alla difesa e badare più a dettare i tempi.
Certo è che vedere i due pilastri del progetto De Laurentiis ancora 'al palo' in termini di goal, fa uno strano effetto. Soprattutto per gli score ai quali avevano abituato nelle ultime stagioni, decisamente invidiabili in relazione alla posizione in campo.
Partiamo da Callejon: 20 reti il primo anno all'ombra del Vesuvio, poi in sequenza 12, 13, 17 e ancora 12. Questa, per l'iberico, è la sesta annata in maglia azzurra e ad oggi la via della rete rappresenta un'impronosticabile chimera.
Poi c'è Hamsik, miglior marcatore nella storia del club a quota 120 timbri dal 2007 ad oggi: 10 goal nella prima stagione partenopea, poi in ordine 12, 12, 13, 12, 11, 7, 13, 8, 15 e di nuovo 7.
In un Napoli che macina gioco e punti, con gli ottavi di Champions obiettivo divenuto concreto e la vetta del campionato a 6 punti di distanza, ecco dunque l'inatteso paradosso: Insigne e Mertens cercano compagnia.


