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Inter celebrating 1971

Borussia M'Gladbach-Inter, la ripetizione della 'Partita della lattina': Bordon para tutto e passano i nerazzurri

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Grazie ad un'arringa magistrale tenuta dall'avvocato Peppino Prisco, vicepresidente nerazzurro, l'Inter di Giovanni Invernizzi si vede annullare dalla Commissione disciplinare dell'UEFA l'umiliante 7-1 rimediato nell'andata degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni contro il Borussia M'Gladbach al Bökelbergstadion e ottiene, nonostante nulla di simile sia contemplato nei regolamenti dell'epoca, la ripetizione di quella che è passata alla storia come 'La partita della lattina'.

L'uscita prematura dal campo di Roberto Boninsegna, colpito da una lattina di Coca Cola lanciata da un tifoso avversario dagli spalti, porta all'invalidazione del verdetto del campo.

"Se non volete punire troppo severamente il Borussia, salvate almeno lo sport: quella sera a Monchengladbach fu umiliato", aveva concluso nel suo discorso ai giudici l'avvocato Prisco.

A nulla serve il ricorso alla Commissione d'Appello dell'UEFA da parte dei tedeschi, che sostengono la tesi della sceneggiata, chiedono la conferma del risultato del campo e si vedono sconfitti quasi su tutta la linea, fatta eccezione per la concessione della disputa del match in un altro stadio della Repubblica Federale tedesca. Per l'Inter l'unico boccone amaro da digerire è la squalifica di 14 mesi inflitta a Mario Corso dopo l'espulsione nella prima gara.

Intanto il 3 novembre a Milano si gioca la partita di ritorno, diventata, alla luce dei fatti, gara di andata. I nerazzurri sono un'altra squadra rispetto a quella surclassata al Bökelbergstadion, non commettono per due volte l'errore di sottovalutare l'avversario e si impongono per 4-2 a San Siro. I nerazzurri calano il poker con i goal di Bellugi, Boninsegna (ancora lui), Jair e Ghio, il discusso acquisto del calciomercato estivo. Ai tedeschi non bastano i goal del solito Le Fevre e di Wittkamp.

Tutto però si decide nella ripetizione della Partita della Lattina, che viene fissata per il 1° dicembre 1971 nella cornice dell'Olympiastadion di Berlino Ovest. I tedeschi hanno il dente avvelenato e tentano di destabilizzare la tranquillità dell'ambiente nerazzurro alimentando le polemiche.

Invernizzi decide di affidare la porta nerazzurra al giovane Ivano Bordon, che aveva scalzato Lido Vieri come titolare. Ma la sera prima, proprio l'estremo difensore è protagonista involontario di un curioso aneddoto. Non vedendolo arrivare in sala pranzo per la cena, infatti, al tecnico nerazzurro viene un colpo.

"Ho perso Bordon!", esclama, palesando una visibile tensione.

Subito partono le ricerche per capire dove fosse finito il portiere, salvo scoprire poi che Ivano dormiva beatamente nella sua camera. L'indomani, in quel di Berlino Ovest, proprio il giovane estremo difensore sarà l'uomo della partita. Il Borussia Mönchengladbach si lancia all'attacco a testa bassa, ma stavolta deve fare i conti con i grandi interventi dell'estremo difensore avversario.

Bordon para praticamente tutto, incluso un calcio di rigore assegnato con generosità dal fischietto inglese Taylor ai padroni di casa per un contatto nell'area nerazzurra fra Sandro Mazzola e il tedesco Bonhof.

"Sul dischetto va Sieloff, che mi aveva già segnato su rigore all'andata. - racconterà Bordon a 'La Gazzetta dello Sport' nel 2000 - Aveva tirato a sinistra, così decido di buttarmi da quella parte. Prima però faccio un mezzo passo a destra, lui abbocca e io blocco in due tempi".

Ivano Bordon saves Sieloff's penalty Borussia M'Gladbach Inter European Cup 1971/72

Niente da fare per il Borussia Mönchengladbach, che vede tutti i suoi sforzi vanificarsi nei guantoni di Bordon.

"Si giocò con una tensione incredibile - racconterà a 'La Gazzetta dello Sport' capitan Facchetti - Loro erano furibondi per la cancellazione del risultato. Ma noi sentivamo l'impegno morale di dimostrare che quel 7-1 era falso. Eravamo tutti molto nervosi".

"A Berlino ci fu caccia all’uomo, - sottolineerà Boninsegna, regolarmente in campo - nel senso che i tedeschi non hanno mai creduto io avessi preso in testa la lattina. Invece fu tutto vero, compreso il bernoccolo che mi rimase in testa, tant’è vero che il commissario UEFA poté constatare che l’infortunio era vero".

"La tensione era stata alimentata dai tedeschi - ricorderà l'avvocato Prisco sull'aereo di ritorno che riporta la comitiva nerazzurra in Italia - Ce l'avevano soprattutto con me, mi chiamavano 'Il mafioso', per via del ricorso. Un giornale aveva titolato: 'L'arma in più dell' Inter è un mafioso'. Oltretutto ero completamente solo, perché Fraizzoli era dovuto rientrare a Milano al capezzale della madre. Eppure ostentavo provocatoriamente una sciarpa tricolore: ricordo che per tutta la partita mi tirarono addosso mozziconi di sigaretta accesi".

Al 19' Netzer su punizione serve Le Fevre, che colpisce di testa in tuffo e colpisce l'incrocio dei pali. La risposta dell'Inter è affidata al solito Boninsegna, che in sforbiciata mette di poco sul fondo. L'arbitro inglese Taylor sorvola quindi su due contatti dubbi nell'area nerazzurra fra Giubertoni e Heynckes al 42' e fra Vogts e Mazzola nel recupero della prima frazione.

Nel secondo tempo il Borussia M'Gladbach produce il massimo sforzo nel tentativo di trovare i goal qualificazione. Bordon salva a più riprese sullo scatenato Sieloff, dall'altra parte è Mazzola a sfiorare il vantaggio con un tiro che esce di poco sul fondo dopo un bel contropiede. Il finale è letteralmente rovente. L'arbitro Taylor nega un ulteriore rigore ai tedechi per presunto contatto in area tra Frustalupi e Le Fevre.

All'84', poi, Bordon si supera deviando d'istinto con i piedi una conclusione a botta sicura di Wittkamp dall'altezza dell'area piccola. Inevitabile l'assedio finale della squadra di Weisweiler, ma l'Inter, grazie soprattutto al suo giovane portiere, pareggia 0-0 e avanza ai quarti di finale.

"Ci fu battaglia, - assicura Bordon in un'intervista a 'Tomorrow' dell'ottobre 2020 - il rigore parato ci diede la spinta per pareggiare. Allo stadio c'erano migliaia di nostri emigrati. E più che Borussia-Inter sembrava di giocare Germania-Italia. Credo di essere stato determinante, è stato un capitolo della mia carriera molto importante".

"L’Inter ha eliminato il Borussia Mönchengladbach. - sintetizza il giorno seguente Gianni Brera - A tanto è pervenuta dopo tre incontri: ha disastrosamente perso il primo in Germania 7 a 1, ma per sua immeritata fortuna uno spettatore ubriaco ha avuto il ticchio di scagliare una lattina di Coca-Cola sulla capa di Boninsegna, in azione presso l’out. Subito Mazzola gli ha gridato qualcosa che poteva anche essere ‘Buttati giù’. Boninsegna è franato perdendo i sensi e forse anche la faccia. I legali dell’Inter hanno sporto reclamo e l’UEFA ha annullato la partita. Il Borussia è poi venuto a San Siro e vi ha perso 4 a 2. Il ritorno in Germania ha avuto luogo a Berlino. I tedeschi non sono riusciti a segnare e gli interisti pure".

Fatto sta che i  nerazzurri, sovvertendo le difficoltà ambientali, volano ai quarti. Il Borussia M'Gladbach di Netzer ed Heynckes è eliminato. In quella Coppa dei Campioni la squadra di Invernizzi ha la meglio anche su Standard Liegi e Celtic, arrivando a giocarsi poi la finale contro l'Ajax dell'astro nascente del calcio mondiale, Johan Cruijff.

I nerazzurri, peraltro ancora privi di Corso, l'uomo di maggior estro della rosa, cedono per 2-0 ai biancorossi, trascinati dal loro capitano. Quella gara sarà l'ultima finale giocata dai protagonisti della Grande Inter in Europa e coincide con un periodo di declino del calcio italiano, culminato nel 1974 con l'eliminazione al Primo turno nei Mondiali tedeschi.

Il Borussia Mönchengladbach, invece, grande sconfitto dalla vicenda, si sarebbe rifatto con gli interessi negli anni successivi, vincendo 2 Coppe UEFA nel 1974/75 e nel 1978/79, e arrivando in finale di Coppa dei Campioni nel 1975/76. Mentre l'oggetto dello scandalo, la lattina che colpì Boninsegna, dal 2019 fa bella mostra nel museo del club tedesco.Ma l'eco di quanto accaduto nella Coppa dei Campioni del 1971 non si sarebbe mai sopito completamente.

IL TABELLINO

Ripetizione Andata Ottavi di finale

Berlino Ovest, Olympiastadion, 1 dicembre 1971

BORUSSIA M'GLADBACH-INTER 0-0

BORUSSIA M'GLADBACH (4-3-3): Kleff; Vogts, Sieloff, Danner (46' Wittkamp), Müller (90' + 2 Wlocha); Wimmer, Netzer, Bonhof; Kulik, Heynckes, Le Fevre. All. Weisweiler

INTER (4-3-2-1): Bordon; Bellugi, Giubertoni, Burgnich, Facchetti; Frustalupi, Bedin, Oriali; S. Mazzola, Ghio (73' Pellizzaro); Boninsegna. All. Invernizzi

Arbitro: Taylor (Inghilterra)

Ammoniti: Frustalupi, Bedin e Giubertoni.

Note: al 16' Bordon para un rigore a Sieloff

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