Se ti chiami Cristiano Ronaldo o Messi, la tua casa è piena di quei determinati palloni. Quelli derivanti dalle triplette, subito in possesso degli autori. Un modus operandi relativamente nuovo e che non ha portato alla conquista della sfera da parte dei giocatori appartenenti al passato. Chiedere ad esempio al brasiliano Wendel, ex attaccante del Bordeaux.
Per PSG-Bordeaux, gara vinta dal team della capitale per 3-0 con le reti di Mbappé, Neymar e Paredes (sotto la bordata di fischi per O Ney e Messi), Wendell, ex dei girondini, era presente al Parco dei Principi anche Wendel, ora 38enne ed allenatore dell'Under 14 del Cruzeiro.
Per Wendel la sfida rievoca la sua più grande gara da giocatoe professionista - interrotasi nel 2018 con la maglia del Nautico - risalente al 2008: proprio nel match tra il suo Bordeaux e il PSG riuscì a mettere a segno una tripletta. Il 2 marzo di quattordici anni fa, 3-0 ad un team parigino non ancora pregno di stelle e trofei.
All'Equipe, Wendel ha lanciato ha ricordato con gioia quell'incontro:
“E' la partita più bella della mia carriera da professionista. Ero al top, fisicamente, tecnicamente. Ricordo bene i miei goal, lo stadio che cantava il mio nome, Dugarry che si congratulava con me dopo la partita... Ho ancora il video della partita e lo guardo una o due volte l'anno. Lo mostro ai miei figli, ai miei amici. È per ricordare le cose belle".
Wendel ha giocato con i Girondins fino al 2011, ma non è più riuscito a segnare delle triplette. Ecco perchè la partita con il PSG e quella sfera mai recuperata, costituiscono un tesoro da recuperare:
“Il mio unico rammarico è di non aver tenuto il pallone. Colgo l'occasione per fare un annuncio: se qualcuno ha questa palla, voglio riaverla! Mi farebbe davvero felice".
In carriera, Wendel è riuscito in una sola altra occasione a segnare una tripletta, in Arabia Saudita. Lasciato il Bordeaux, fu protagonista nella sfida tra Al Qadisyah e il suo Al-Ittihad: 8-0 e tre reti. Lontane anni luce dalla festa in terra francese per uno storico tris entrato nella storia della squadra les Marines et Blancs.




