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Uli Hoeness Benfica FC Bayern Munchen Champions League 13042016Getty Images

Bayern, sfuriata della società: “Basta critiche ingiuste”

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Le polemiche sembrano non conoscere confini per i media e per gli esperti”. Si è aperta con questa frase la conferenza stampa a Säbener Straße, quartier generale del Bayern Monaco, dei massimi dirigenti del club. Il direttore sportivo Hasan Salihamidzic, il presidente Uli Hoeneß e l’amministratore delegato Karl-Heinz Rummenigge si sono presentati davanti ai microfoni per chiarire la situazione in un momento difficile e per rispondere alle critiche.

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Ero stato accusato di non difendere pubblicamente Niko Kovac. Per questo devo chiarire che apprezziamo il suo lavoro”, ha affermato Hoeneß parlando delle critiche e dello scetticismo intorno all’allenatore croato. Gli ha fatto eco Salihamidzic: “Nico non è in discussione per me, sa che noi siamo con lui. Quello che sta succedendo intorno a lui è irrispettoso. Abbiamo giocato tante ottime partite con lui e non lo condanneremo sicuramente per questo momento difficile”.

Rummenigge si è invece concentrato sul discorso generale e sulle eccessive critiche, dando il suo punto di vista e affermando che il Bayern è deciso a proteggere di più i propri giocatori: “Da oggi proteggeremo di più i nostri giocatori, i nostri tecnici e lo stesso club. Non permetteremo più questa diffusione di notizie degradante. Non vogliamo colpevolizzare i media. Se la squadra gioca male, va criticata. Ma vogliamo che siano rispettati i fatti. Tre settimane fa si diceva che avremmo potuto essere imbattuti, oggi che siamo in crisi. Vi starete divertendo a vedere che non siamo più primi, ma non permettiamo queste calunnie verso i nostri giocatori”.

L’ex attaccante si è concentrato in particolar modo sulle leggende del club, a partire dal capitano Manuel Neuer fino ad arrivare alla Robbéry. “Neuer è stato infortunato un anno, di certo non poteva essere al top in queste partite. Dopo un anno di stop ricevere queste critiche non è normale. Ci vuole un criticismo più giusto. Le critiche su Robben e Ribéry, che hanno passato 10 anni qui da noi dando tutto per il club, sono ridicole. Arrivano dagli stessi media che hanno definito l’acquisto di Cristiano Ronaldo, un 33enne, come il trasferimento dell’anno”.

Hoeneß ha anche svelato la vera ragione della cessione di Bernat, un trasferimento che aveva lasciato molto scetticismo vista la scarsa copertura nel ruolo di terzino: “Quando abbiamo giocato con il Siviglia, abbiamo rischiato l’eliminazione per colpa sua. Quel giorno abbiamo deciso che l’avremmo venduto. Ci stava costando il percorso in Champions League”.

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