GoalIl pagellone del girone d'andata di Serie A
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Getty ImagesATALANTA: VOTO 8
La ‘Dea’ non è più una sorpresa e per questa ragione i 38 punti raccolti nel girone d’andata non destano più stupore, ma ad ogni modo rappresentano un traguardo niente male. L’anno scorso al giro di boa la squadra di Gasperini di punti ne aveva raccolti 36, quindi è riuscita persino a migliorarsi, sebbene - per l’appunto - la cosa non faccia più scalpore.
GettyBOLOGNA: VOTO 7
La zona retrocessione è distante ben 16 punti, i punti raccolti sono già 27: il Bologna di Mihajlovic ha chiuso il 2021 andando a battere il Sassuolo con un roboante 3-0 che ben sintetizza il gioco prodotto dai rossoblù nel girone d’andata.
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GettyCAGLIARI: VOTO 2
40 goal subìti e 17 goal fatti, soltanto la Salernitana ha fatto peggio dei sardi nel girone d’andata di questo campionato. Il solo Joao Pedro non basta per allontanare lo spettro della retrocessione e per questa ragione il club sta correndo ai ripari: servirà una sessione di mercato azzeccata per riuscire a scampare l’incubo retrocessione.
GettyEMPOLI: VOTO 8
I toscani rappresentano in assoluto la sorpresa del girone d’andata. Molti indicavano la compagine guidata da Andreazzoli, appena neopromossa, come una delle candidate alla retrocessione e invece i guizzi di Pinamonti (già a quota 7 goal), le parate di Vicario e le ‘scoperte’ Stojanovic, Ricci e Parisi hanno permesso all’Empoli di mettere in cascina i punti sufficienti per vivere serenamente il girone di ritorno.
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Getty ImagesFIORENTINA: VOTO 7,5
La Champions dista appena 6 punti, la nemica storica Juventus appena 2. E non è per nulla banale dalle parti di Firenze. Non sarà facile tenere il ritmo delle prime della classe, ma la squadra di Italiano gioca bene a calcio, dispone del centravanti più forte del campionato ed è in fiducia. Tutto può succedere, ma soprattutto - finalmente - i viola chiudono il girone d’andata con più ambizioni che rimpianti.
GettyGENOA: VOTO 3
Prima il cambio di proprietà, poi il cambio di allenatore, cil che non è ancora cambiato però è il trend dei risultati del Grifone. La classifica preoccupa, Shevchenko - per nulla aiutato dal calendario - non ha ancora dato alla squadra un’impronta: dietro i goal subiti sono ancora tanti, davanti si segna pochissimo. Il rientro di Destro e qualche innesto giusto potrebbero cambiare la rotta della squadra che per il momento rappresenta uno dei peggiori flop della stagione.
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Getty ImagesINTER: VOTO 9
Campioni d’Inverno con 5 punti in più dell’anno scorso: non male per una squadra che in estate aveva visto partire il suo allenatore e due dei suoi giocatori più rappresentativi oltre a perderne un altro - Eriksen - per ragioni di salute. E invece il lavoro di Simone Inzaghi, la qualità di Calhanoglu, la solidità difensiva, i goal di Dzeko e Lautaro e tanto, tanto altro, hanno regalato ai tifosi nerazzurri un girone d’andata che forse ha stupito anche il più ottimista tra loro.
GettyJUVENTUS: VOTO 5,5
Seppur in leggera risalita, la Juventus del girone d’andata non merita la sufficienza. In primo luogo perché non è in linea con gli obiettivi di inizio stagione, in secondo luogo perché il gioco espresso convince ancora pochissimo. Da una squadra che, al netto degli infortuni, può contare su Chiesa, Dybala, De Ligt, Bonucci ed altri calciatori che fanno invidia a mezza Serie A, ci si aspetta sicuramente di più.
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GettyLAZIO: VOTO 6
Gli alti e bassi fatti registrare fin qui non hanno permesso alla squadra di Sarri di rimanere agganciata al 100% al gruppetto delle prime. Al derby vinto meritatamente, i goal di Pedro e le giocate di Felipe Anderson fanno da contraltare la fragilità difensiva, qualche passo falso ingenuo e l’impressione che alcune seconde linee non siano affatto all’altezza.
GettyMILAN: VOTO 8
Primi al giro di boa dello scorso anno, secondi stavolta ma con appena un punto in meno rispetto al 2020. Il Milan di Pioli, nonostante gli infortuni e le difficoltà, rimane in scia all’Inter e lo fa offrendo un gioco divertente ed esaltando le caratteristiche di tutti i componenti della sua rosa. Se Ibra non c’è, ecco Brahim Diaz. Quando Brahim rallenta, ecco Kessiè. L’ivoriano non c’è? Sale in cattedra Tonali. Un’autentica orchestra quella rossonera al quale, forse, è mancato proprio qualche solista per tenere il passo dei cugini nerazzurri.
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Getty ImagesNAPOLI: VOTO 7,5
I recenti passi falsi commessi contro Empoli e Spezia macchiano un girone d’andata che, fino al doppio ko interno, faceva registrare un ruolino da Scudetto. Adesso i punti che separano il Napoli di Spalletti dalla vetta sono ben 7 e l’imminente Coppa d’Africa spingerà gli azzurri a guardarsi inevitabilmente anche indietro, dove Atalanta e Juventus corrono per assicurarsi un posto in Champions. Un vero peccato se si tiene conto della partenza sprint e dei tantissimi infortuni che Spalletti era comunque riuscito a tamponare, attingendo a piene mani da un organico dimostratosi all’altezza.
Getty ImagesROMA: VOTO 6
Per i giallorossi vale il discorso già fatto in relazione ai cugini biancocelesti. La sensazione è ancora quella di un cantiere che Mourinho sta imparando a conoscere: la zona Champions dista 6 punti, ma ciò che ancora non ha convinto della squadra giallorossa è la mancanza di solidità e continuità. La sensazione è quella che le basi per costruire qualcosa siano state gettate, ma i frutti tardino ancora ad arrivare.
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Getty ImagesSALERNITANA: VOTO 3
Girone d’andata decisamente insufficiente quello della Salernitana che, al netto dei problemi extra-calcistici, anche sul terreno di gioco si è rivelata la “Cenerentola” del campionato. Le vittorie raccolte contro Genoa e Venezia rappresentano gli unici lampi di una tornata negativa sotto ogni punto di vista: il cambio alla guida tecnica non ha sortito effetti e la salvezza sembra già un’utopia.
Getty ImagesSAMPDORIA: VOTO 5
Nelle ultime settimane i blucerchiati hanno accelerato il passo, allontanandosi dalla zona calda e respirando un po’ d’aria pura, trascinati da Candreva e Gabbiadini, forse mai così continui nell’arco della loro carriera. Di note negative, però, se ne sono viste parecchie: dall’inevitabile calo di Quagliarella, a una difesa tutt’altro che ermetica: alla squadra di D’Aversa era sicuramente lecito chiedere di più.
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Getty ImagesSASSUOLO: VOTO 5,5
Dionisi ha fatto vedere tante cose buone, ma anche qualche ingenuità di troppo. Il suo Sassuolo ha raccolto 24 punti (6 in meno di quelli portati a casa da De Zerbi lo scorso anno), ma più che la classifica della squadra neroverde non convince la mancanza di continuità di rendimento. I goal di un ritrovato Scamacca fanno da contraltare a un Raspadori un po’ in ombra.
GettySPEZIA: VOTO 6
La classifica dice che se il campionato finisse oggi i liguri avrebbero raggiunto l’obiettivo della salvezza, motivo per il quale la valutazione non può certamente essere insufficiente. I 16 punti fin qui raccolti, però, rappresentano un bottino decisamente povero che soltanto i flop di Genoa e Cagliari fanno sì che rappresentino una quota sufficiente per considerarsi virtualmente salvi.
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Getty ImagesTORINO: VOTO 7
Ivan Juric ha trasformato il Toro, rendendolo una squadra dura, attenta, mai doma e anche capace di mettere insieme ben 25 punti, pur non potendo contare a lungo sulla sua stella Belotti. Il derby con la Juve perso nel finale è l’unica nota stonata di un girone d’andata sicuramente positivo.
GettyUDINESE: VOTO 6
20 punti su 18 partite rappresentano un buon ruolino salvezza: Gotti prima e Cioffi poi hanno fatto fronte alle delicate partenze di Musso e De Paul trovando in Silvestri, Deulofeu e Beto i nuovi interpreti di una storia che si ripete, ancora una volta. La zona bollente è lontana, ma forse nelle ambizioni dell’Udinese c’è qualcosina in più.
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GettyVENEZIA: VOTO 7
Chi l’avrebbe mai detto che i tanti ‘carneadi’ portati in Italia dal club lagunare avrebbero permesso a Zanetti di divertirsi, divertire e - soprattutto - chiudere il girone d’andata con 6 punti di vantaggio sulla terzultima. “Avrei firmato col sangue”, ha commentato Zanetti. Il quale probabilmente non si aspettava che i vari Busio, Ebuehi, Henry e Aramu sarebbero stati capaci di lasciare il segno sin da subito.
GettyVERONA: VOTO 7
L’anno scorso i punti erano 30, adesso sono 24. Tuttavia, quanto fatto vedere da Tudor (subentrato a Di Francesco dopo tre giornate) è sicuramente meritevole di applausi: uno scatenato Simeone è stato il frontman di una squadra che ormai rappresenta una certezza per la nostra Serie A.
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