La Lazio, al Maradona, per il Napoli si conferma un incubo.
L'ex Sarri - nonostante la priorità sia il ritorno della semifinale di Coppa Italia con l'Atalanta - batte 2-0 i campioni d'Italia (ultimo ko in campionato a Fuorigrotta l'8 dicembre 2024 proprio contro i biancocelesti), confermandone la regressione mostrata a Parma tra blackout ed una scarsa vena, che adesso obbliga a chiudere al più presto il discorso Champions evitando pericolosi ritorni delle antagoniste. A gioire è soprattutto l'Inter, a +12 e con uno Scudetto ormai prenotato.
Azzurri sterili, molli e distratti: lo dimostrano gli episodi chiave del primo tempo, ossia il vantaggio firmato Cancellieri (tap-in su cross basso di Taylor, con annessa dormita di catena destra e centrali partenopei) e il penalty regalato da Lobotka (fallo su Noslin) dopo che lo stesso slovacco ha innescato la frittata appoggiando lentamente un pallone a Buongiorno, messo in difficoltà dal compagno ma a sua volta poco reattivo e confusionario: dal dischetto, però, Zaccagni si fa ipnotizzare da Milinkovic-Savic.
All'intervallo Conte toglie un (ancora) deludente Anguissa e un De Bruyne irriconoscibile, protagonista di numerosi errori tecnici. Errori che il Napoli continua a commettere a cascata nella ripresa, concedendo il raddoppio a Basic: Nuno Tavares brucia in corsa Olivera, sfera in area con l'accorrente Basic che se la ritrova sui piedi, bucando Milinkovic sul primo palo.
Conte rivoluziona l'11, ma il prodotto non cambia: squadra spenta, poco organizzata e Lazio che ringrazia, salendo a 47 punti e presentandosi al meglio al crocevia di mercoledì a Bergamo.




