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Napoli esultanzaGetty Images

Il Napoli di Garcia vince e convince: analogie e differenze con quello di Spalletti

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Il Napoli è ripartito da dove aveva finito lo scorso anno: due vittorie arrivate in modo diverso, entrambe però a mo' di prova di forza, come a dire che, vero, le cose sono cambiate, ma che l'estate a Napoli ha lasciato un'ossatura importante alla squadra campione d'Italia.

La rimonta di Frosinone aveva testimoniato la capacità di soffrire degli uomini di Garcia, mentre il ritorno-celebrazione al Maradona è stato una prova di forza importante, contro un Sassuolo che ha fatto il suo anche in 10, ma che non ha potuto nulla.

Cosa c'è però che accomuna il Napoli di Garcia e quello di Spalletti? E quali sono le differenze? Vediamolo.

  • Osimhen Frosinone Napoli Serie AGetty

    FATTORE O

    Nel Napoli che è ancora a punteggio pieno, assieme al Milan (in attesa dell'Inter) in questo avvio di campionato c'è qualcosa che proprio non è cambiato, nonostante l'arrivo di Garcia al posto di Spalletti.

    Anzi, più che qualcosa è qualcuno: Victor Osimhen è ormai un talento mondiale, che segna e che produce gioco.

    Col Frosinone ne ha fatti 2, col Sassuolo uno, sebbene su rigore: i goal sono diventati il suo pane quotidiano lo scorso anno, ma almeno stando a vedere le prime due giornate, pare che lo siano anche oggi.

    Ovviamente una squadra vincente ha un attaccante che segna molto: in questo senso il Napoli è sereno

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  • PIÙ SPAZIO PER RASPADORI

    Complice un Kvara ancora non pienamente in forma, Giacomo Raspadori ha avuto più spazio di manovra, più tempo e ha potuto giocare in una posizione diversa da quella che ricopriva con Spalletti.

    La prova col Sassuolo è stata ottima: nonostante l'errore sul secondo rigore, Raspadori si è speso tantissimo, ha dialogato con tutti, specie con Osimhen ed è stato un pericolo costante.

    Certo, il titolare al momento è il georgiano, ma è possibile che con Garcia Raspadori avrà più minuti.

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  • STESSI INTERPRETI, GIOCO DIVERSO

    Se gli interpreti del Napoli sono gli stessi impiegati da Spalletti, al netto della cessione di Kim al Bayern, gli interpreti cambiano un po' lo stile di gioco.

    Basti pensare agli esterni: letali con Spalletti, ma decisamente bloccati sulla fascia; più centrali e più coinvolti in fase di costruzione con Garcia.

    Kvara e Raspadori si sono visti spesso sulla trequarti, muovendosi molto e dialogando con Osimhen: chissà che non possa essere questa la chiave tattica del gioco dell'allenatore francese.

  • Giovanni Simeone Napoli 2023-2024Getty Images

    TANDEM D'ATTACCO?

    Nel finale di Napoli-Sassuolo, a risultato ampiamente messo in cascina, Garcia ha provato a far coesistere Osimhen e Simeone. Una concomitanza rara, un rapporto ancora da costruire, specie per una squadra che negli ultimi anni ha sempre giocato con due esterni d'attacco e un'unica punta di ruolo.

    I due sono però giocatori intelligenti e capaci di adattarsi: potremmo vedere questa soluzione nel corso della stagione.

    Certo, non come prioritaria, non tutte le domeniche e forse nemmeno mai dall'inizio. Però Garcia vuole avere garanzie e possibilità, perché il campionato è lungo, gli infortuni possono esserci, le soluzioni devono essere molte.

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