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Messi-Guardiola-BarcelonaGetty

Messi svela come è nato il ruolo di 'falso 9': "Guardiola voleva provare qualcosa di diverso"

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Lionel Messi centravanti? Se la 'Pulce' è diventata ancor più grande agendo in un ruolo inedito, lo deve a Pep Guardiola.

A confermare la bontà dell'intuizione del tecnico è lo stesso fuoriclasse argentino, che a 'Clank!' racconta come è nata l'idea di schierarlo come prima punta.

'Falso 9' ma non solo, perché Messi del suo mentore ai tempi del Barcellona elogia le qualità professionali a tutto tondo e inoltre svela tutta la propria frustrazione seguita al ko nella finale dei Mondiali brasiliani del 2014 subìta dall'Argentina contro la Germania.

  • MESSI E IL RUOLO DI 'FALSO 9'

    "Non ne avevamo parlato, penso che prima, in settimana o un paio di giorni di allenamento, Guardiola ha detto che magari avremmo provato a fare qualcosa di diverso. Un pomeriggio mi ha chiamato e mi ha detto ‘che fai’, ‘sono a casa’, ‘vieni in città, voglio parlarti’. E lì mi mostra un paio di video di quello che avremmo fatto".

    "Mi disse 'Giocheremo con un falso 9 perché non voglio che i difensori centrali abbiano il riferimento, voglio essere uno in più a centrocampo per avere la palla perché per andare a Madrid per vincere dobbiamo avere la palla'".

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  • "GRAZIE A GUARDIOLA HO CAPITO MOLTO PIÙ DI CALCIO"

    "Non pensavo molto alla tattica e con Guardiola ho imparato molto e ho cominciato a capire molto di più sul gioco, sugli spazi, sul possesso palla, sulla gestione del gioco con la palla. Il calcio si è evoluto tanto e oggi è molto tattico, troppo tattico, oggi qualsiasi squadra se ne mette cinque dietro, organizzati e ben posizionati, ti mette in difficoltà, mentre prima trovavi molti più spazi. Oggi è tanto più tattico e anche fisico il calcio".

    "Credo che abbia inciso un po' anche Guardiola, perché tutti volevano copiare e volevano che le loro squadre giocassero in quel modo e volevano essere il Barcellona di quel momento. A un ragazzo devi insegnargli a capire il gioco, a sapersi muovere, a cercare gli spazi, a giocare velocemente, ma non devi nemmeno togliere la spontaneità. Il giocatore sudamericano era diverso e ne aveva di più rispetto a quello europeo, ma è vero che anche noi la vediamo sempre meno".

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  • "DOPO I MONDIALI 2014 VOLEVO 'UCCIDERMI'..."

    "Volevo 'uccidermi'... Anche se è stata una palla persa lontano dalla porta, vicino alla loro panchina, è una palla che ho perso perché volevo dribblare, perché non volevo andare avanti... Anche perché quando voglio fare l’ultimo passetto, la palla è lontana da me e allora l’altro me l’ha portata via. Ma nella stessa partita sono autocritico con me stesso e cerco di superare me stesso. Mi ero sentito molto in colpa".

  • L'ESORDIO IN NAZIONALE CON ESPULSIONE-LAMPO

    Messi, infine, riavvolge il nastro al debutto nell'Albiceleste del 17 agosto del 2005 in amichevole contro l'Ungheria a Budapest, quando fu espulso circa un minuto dopo il suo ingresso dalla panchina.

    "La verità è che non ho capito niente quando avevano mi hanno espulso perché mi ero perso tante volte quella situazione in cui mi prendevano e mi cacciavano, l’arbitro non aveva tatto o altro. Mi ha semplicemente buttato fuori, non era nemmeno un cartellino rosso ed è stato un momento molto duro per me per tutto quello che ha significato per me il mio debutto… Ma ecco, nello spogliatoio sono entrato morto, piangendo, non riuscivo a contenere me stesso".

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