È incredibile come la Juventus stia riuscendo a consolidare l’incredibile serie di figuracce stagionali. Eppure, è proprio vero, al peggio non c’è mai fine. La Vecchia Signora ad Haifa viene letteralmente umiliata, con annessa esclusione dalla Champions ormai dietro l’angolo. Ma questo, al di là del danno economico quantificabile attorno ai 30 milioni, è quasi il meno all’interno di un concetto che abbraccia il niente mischiato al nulla. E ora, valutare attentamente la posizione di Allegri, diventa quasi un esercizio obbligato e obbligatorio. Insomma, disastro totale. Nel segno di Atzili e di una dignità da ritrovare.
I padroni di casa si presentano con una sorta di 4-3-3: Atzili e David ai lati di Pierrot nel tridente avanzato, Lavi, Mohamed e Chery imbastiscono il centrocampo mentre nelle retrovie i due centrali sono Batubinsika e Goldberg, con Sundgren e Comud riferimenti esterni.
Di Maria si prende una maglia da titolare nel tandem offensivo con Vlahovic: panchina iniziale sia per Kostic che per Milik. A completare il 4-4-2 di Allegri ci sono Paredes e Rabiot nella zona nevralgica del campo, Cuadrado e McKennie sulle fasce. In difesa Bonucci al fianco di Rugani, con Danilo e Alex Sandro sulle corsie esterne. Porta ovviamente affidata a Szczesny.
Il primo tempo proposto dalla Juventus calcisticamente parlando sfocia nel concetto di tragedia. Male tutto, male tutti. E si fa male nuovamente Di Maria che, per un problema atletico, è costretto a lasciare il campo all’alba
del lato A del match. Una brutta notizia per Madama, che santo di arrivederci al 2023, ma anche per la Nazionale argentina in vista dei Mondiali. Decisivi, quindi, gli esami nelle prossime ore al J Medical. Di certo, con o senza il Fideo, per la banda di Allegri la musica non cambia: umiliazione. Merito di Atzili, letteralmente in serata sì, che a 29 anni contro i bianconeri si regala le sue prime reti in una fase a gironi dell’Europa che conta.
Nella ripresa, essenzialmente, la Juve ci prova più di nervi anziché di idee (?). Non sorridono i cambi proposti da Allegri e, con il trascorrere dei minuti, per il Maccabi Haifa diventa un gioco da ragazzi erigere il suo muro. Il tutto, con dedizione e qualità, provando qualche ripartenza qua e là. E per i bianconeri l’umiliazione è servita, ma servirà per cambiare un’annata sempre più tragica? Ai vertici della Continassa il verdetto sovrano.


