Qualcosa come cinquantadue punti messi in cascina nel suo primo storico campionato di Serie A. Una cavalcata che nella seconda parte di stagione ha anche portato a sognare quella che sarebbe stata una clamorosa qualificazione europea. Il Monza, dopo aver vissuto un’annata 2022/2023 da sorprendente protagonista, è ora chiamato a ripetersi per confermarsi una delle più belle realtà in assoluto del calcio nostrano.
Una scalata, quella del club brianzolo, che ha un punto di partenza che è tutt’altro che complicato scorgere. I destini del Monza sono cambiati nel 2018 quando la società è stata rilevata da Silvio Berlusconi, ovvero una delle figure più importanti dell’intera storia del calcio italiano.
Alla guida del Milan in trentuno anni ha vinto tutto, consacrandosi come uno dei presidenti più vincenti di sempre, e quando ha iniziato la sua avventura al Monza lo ha fatto portando con sé un bagaglio ricco di ambizioni, un’esperienza infinita, oltre ovviamente a tanta disponibilità dal punto di vista economico.
Con Berlusconi al timone, il club brianzolo è passato in pochi anni dalla Serie C alle luci della ribalta della Serie A ed è anche per questo motivo che, alla sua morte (occorsa lo scorso 12 giugno) sono stati in molti a chiedersi cosa sarebbe stato del Monza.

