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Lautaro Martinez Higuain ImmobileGetty Images

Lautaro Martinez sogna in grande: il record di Higuain e Immobile è nel mirino

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Il Toro, questa volta, si è scatenato per davvero. Quattro goal in un colpo solo da subentrato, e chi mai li aveva segnati nella storia della Serie A? Nessuno, ecco chi. La febbre del sabato sera ha colpito Lautaro Martinez, che a Salerno si è inizialmente seduto in panchina, salvo indossare i panni del supereroe quando il punteggio, già a ripresa inoltrata, era bloccato sulla parità.

Lautaro è stanco, dicevano. Ed era una considerazione con un fondo di verità, perché l'argentino stanco sembrava davvero esserlo: contro la Real Sociedad, intanto, nonostante il guizzo finale valso un insperato pareggio, e poi contro il Sassuolo, la gara coincisa con la prima sconfitta stagionale della formazione di Simone Inzaghi.

E invece il capitano dell'Inter è tornato a fare quel che gli piace di più: segnare, segnare e ancora segnare. Fanno nove centri nelle prime sette giornate di campionato, più uno in Champions League. Una media da top mondo, come direbbe Adriano Galliani. Una media che, soprattutto, lo autorizza a pensare in grande anche dal punto di vista personale.

  • Higuain ImmobileGetty Images

    HIGUAIN E IMMOBILE NEL MIRINO

    Già, perché dopo Salerno è iniziato a circolare il raffronto con le 36 reti segnate da Gonzalo Higuain e Ciro Immobile, rispettivamente nel 2015/16 con la maglia del Napoli e nel 2019/20 con quella della Lazio (allenata proprio da Simone Inzaghi, peraltro). Ed è uno spunto che, pur prematuro, ha senso.

    Lautaro, come già ricordato, ha segnato nove volte in sette giornate. La media, ovviamente, è di più di un goal a partita: 1,29, per la precisione. Continuando così, e tenendo in considerazione che le giornate di campionato sono 38, l'argentino arriverebbe allo spaventoso totale di 48. Ovvero 12 in più rispetto a Higuain e Immobile.

    Pura utopia, naturalmente. Tra problemi fisici, inevitabili cali di rendimento, turnover e partite in cui Lautaro non segnerà, è una vetta praticamente impossibile da toccare se non sei il Leo Messi versione Barcellona.

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  • LE MEDIE DEI DUE RIVALI

    Ma tant'è: i dati dicono che nemmeno Higuain e Immobile, nelle loro stagioni di grazia, erano partiti così forte. Avrebbero poi fatto sfoggio di continuità lungo tutto l'arco del torneo, certo, tanto da strappare dalla polvere e dalle ragnatele il record di Valentin Angelillo (33 reti nel 1959, ma in una Serie A a 18 squadre, non a 20).

    Annata 2015/16. La prima di Maurizio Sarri, arrivato da Empoli tra qualche moto di perplessità, sulla panchina del Napoli. Gli azzurri partono male, racimolano appena due punticini in tre partite, poi innestano la marcia e cominciano a correre. Higuain, lui, timbra una doppietta alla seconda contro la Sampdoria e un'altra alla quarta contro la Lazio, prima di punire anche la Juventus. Totale: cinque goal in sette partite. Normale.

    Quattro anni più tardi, la Lazio di Inzaghi e Immobile non ha pretese da Scudetto. Se le farà venire strada facendo, quello sì, tanto da accarezzare il sogno fin quasi alle ultime curve. Al grido di "Cirooo, Cirooo", l'ex granata inizia a spron battuto: sette partite, sette goal. Più di Higuain, ma anche lui meno di Lautaro.

    GIOCATORESTAGIONEMEDIA GOAL DOPO 7 GIORNATE
    Gonzalo Higuain (Napoli)2015/160,71
    Ciro Immobile (Lazio)2019/201
    Lautaro Martinez (Inter)2023/241,29
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  • Marcus Thuram Lautaro Martinez InterGetty

    CONCETTI RIBALTATI

    Lautaro Martinez, semplicemente, è l'Osimhen dell'Inter. E non è un caso che i primi due della classifica marcatori dello scorso campionato, i duellanti che per lunghissimi mesi si sono dati battaglia per la vetta, siano stati proprio l'argentino e il nigeriano, con trionfo finale di quest'ultimo.

    Lautaro è l'Osimhen dell'Inter perché non è mai sazio, però lo è in un modo particolare. Perché di mestiere, a ben vedere, farebbe la seconda punta e non la prima. E perché, dunque, in linea teorica toccherebbe a chi gli sta accanto il compito di finalizzare. Solo che all'Inter accade il contrario, specialmente da quando Romelu Lukaku ha preso la via del Chelsea.

    Il lavoro per la squadra di Edin Dzeko prima, il movimento e la rapidità di 'Robin' Marcus Thuram poi: l'Inter ha ribaltato i propri concetti offensivi, affidando principalmente a Lautaro il compito di concretizzare la bella mole di lavoro di centrocampisti ed esterni. E l'argentino non si è fatto pregare.

  • MAI COSÌ PROLIFICO IN CARRIERA

    Non che prima Lautaro segnasse poco. Anzi: dal 2019/20 è sempre andato in doppia cifra (14, 17, 21 e ancora 21). Però picchi del genere no, non li aveva mai raggiunti prima. Né all'Inter né tantomeno al Racing, dove comunque era andato a segno per 13 volte nel campionato che aveva definitivamente convinto i nerazzurri a puntare su di lui.

    Per dire: all'inizio della scorsa Serie A, che tra un ko con la Lazio e un altro con l'Udinese si era rivelato piuttosto difficoltoso per l'Inter, Lautaro era andato a segno appena tre volte in sette partite. Tutte di fila, tra l'altro: contro lo Spezia alla seconda giornata, i biancocelesti alla terza, la Cremonese alla quarta.

    La differenza è che Lautaro, da straordinario, è diventato addirittura strepitoso. E sa segnare ovunque e praticamente contro chiunque, che si tratti di un infrasettimanale contro l'ultima in classifica, di una semifinale di Champions League o di una finale di Coppa Italia. Fascia da capitano al braccio, responsabilità, piede caldissimo: oggi Lautaro è l'Inter e l'Inter è Lautaro. Higuain e Immobile sono avvisati.

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