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Hojlund Napoli LazioGetty

La flessione del Napoli: un solo punto tra Parma e Lazio, ora anche il secondo posto è a rischio

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Un pareggio in quel di Parma, prima della sconfitta contro la Lazio che ha interrotto la striscia positiva di risultati casalinghi in campionato: ultime due giornate da incubo per un Napoli chiamato a guardarsi indietro più che in avanti.

Il distacco dalla lanciatissima Inter è ora di dodici lunghezze che, a cinque giornate dalla fine, praticamente condanna gli azzurri e concede ai rivali la possibilità di tornare campioni d'Italia già nel prossimo turno in caso di incastri favorevoli.

Ora anche la seconda piazza è a forte rischio: Milan e Juventus hanno la chance di agganciare e avvicinarsi ai partenopei, chiamati a un cambio di passo nelle ultime partite per cercare di conservare il piazzamento attuale ed evitare di scendere addirittura dal podio.

  • IL PAREGGIO DI PARMA

    Il primo segnale negativo era arrivato al 'Tardini', dove Hojlund e compagni non erano riusciti ad andare oltre l'1-1: colpa soprattutto delle difficoltà incontrate praticamente fin da subito, da quando il Parma aveva sbloccato il risultato con Strefezza dopo soli 35 secondi.

    Questo episodio ha spianato la strada al piano partita dei ducali, intenti a chiudersi e a erigere un muro davanti alla porta di Suzuki, sfondato solo in parte con la rete del definitivo pareggio a opera di McTominay.

    Proprio quando l'inerzia sembrava in favore dei partenopei, il Parma ha trovato la forza di conservare un risultato prezioso in ottica salvezza: una botta difficile da digerire per gli uomini di Conte, scivolati a -9 dalla vetta in seguito al blitz dell'Inter a Como.

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  • IL K.O. CON LA LAZIO E FINE DELLA STRISCIA INTERNA

    Il Napoli ha perso l'occasione di chiudere il campionato da imbattuto per quanto riguarda i match casalinghi: sconfitta pesante al 'Maradona' contro la Lazio, confermatasi la bestia nera dei partenopei.

    Sono quattro anni, infatti, che i capitolini battono gli azzurri nel proprio stadio in campionato: nessuno, prima d'ora, ci era mai riuscito nella storia della Serie A.

    L'ultima sconfitta interna dei campioni d'Italia in Serie A risaliva infatti all'8 dicembre 2024, giorno dello 0-1 targato Isaksen: praticamente un anno e mezzo fa.

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  • I MOTIVI DELLA FLESSIONE

    Se il pareggio di Parma era da imputare all'atteggiamento ultra difensivo degli avversari che hanno reso complicata la vita alla manovra del Napoli, la sconfitta di ieri può affondare le proprie radici nell'ambito psicologico.

    Azzurri scesi in campo già a -12 dall'Inter, vittoriosa contro il Cagliari la sera prima: un distacco difficilissimo da gestire mentalmente e che, inconsciamente, può aver portato la truppa partenopea a tirare i remi in barca.

    Il tutto unito alle difficoltà relative al dover affrontare un avversario storicamente ostico, guidato da un tecnico come Sarri che all'ombra del Vesuvio ha saputo lasciare il segno all'insegna del bel gioco e di una filosofia divenuta un vero e proprio marchio di fabbrica.

  • SECONDO POSTO DA BLINDARE

    Restano dunque tre i punti di vantaggio sul Milan, impegnato oggi a Verona: in caso di successo, i rossoneri effettuerebbero l'aggancio a quota 66.

    Occhio anche alla Juventus, passata dall'essere a rischio per il quarto posto a sognare addirittura il podio: una vittoria contro il Bologna farebbe salire i ragazzi di Spalletti a 63 punti, a -3 dal Napoli.

    La prossima giornata potrebbe però strizzare l'occhio agli azzurri, impegnati al 'Maradona' contro la Cremonese: a San Siro si sfideranno proprio Milan e Juventus, con una delle due (o entrambe) che perderebbe sicuramente terreno qualora i campani svolgessero il loro compito.

    Conte, peraltro, non ha mai concluso il campionato facendo peggio del secondo posto da allenatore: un ulteriore motivo per blindare il posizionamento alle spalle della lanciatissima Inter.

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