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Gianluca RocchiGetty Images

L'inchiesta sugli arbitri va avanti: intercettazioni, interrogatori e le pretese dei club

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L'inchiesta sugli arbitri non solo continua a tenere banco, ma rischia anche di allargarsi.

Nel corso degli ultimi giorni, sarebbero infatti emersi nuovi dettagli legati alle relazioni che intercorrevano tra i vertici arbitrali, i rappresentati dei club di Serie A ed anche alcuni dirigenti federali.

L'uomo cardine dell'inchiesta resta Gianluca Rocchi, il designatore arbitrale autosospeso e indagato dalla Procura di Milano per frode sportiva, ma ci sono anche altri nomi che stanno venendo a galla.

Nomi di persone che non rientrano nel novero degli indagati e che risultano solo informate sui fatti.

  • LE CONVERSAZIONI TRA ROCCHI E PINZANI

    Nel corso della giornata di mercoledì, il pm Maurizio Ascione ha interrogato varie persone che risultato informate sui fatti e che dunque non risultano indagati.

    Tra essi anche Riccardo Pinzani, attuale club referee manager della Lazio, che fino alla scorsa stagione ha ricoperto il ruolo di coordinatore dei rapporti con le società per l'AIA.

    Come riportato da 'Adnkoronos', è stato ascoltato per tre ore nel corso delle quali si sarebbe parlato anche delle pretese dei club sulla scelta degli arbitri.

    A Pinzani sarebbero state fatte domande sul contenuto di intercettazioni risalenti alla primavera del 2025 e che avevano per oggetto partite giocate in quello stesso periodo.

    Dato il ruolo che ricopriva, Pinzani era chiamato a confrontarsi con le società di calcio, che potevano esprimere legittimamente il loro gradimento o meno per i vari arbitri.


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  • IL RUOLO DI ROCCHI

    Se dunque Pinzani era tenuto a confrontarsi con le varie società, diverso era il ruolo di Rocchi.

    Si sta infatti indagando proprio su eventuali rapporti diretti tra il designatore e i club e sul modo in cui le pretese di questi ultimi avrebbero pesato alla scelta dei vari arbitri per le partite.

    Uno dei filoni dell'inchiesta riguarda proprio questo aspetto, mentre l'altro è focalizzato su quanto accadeva nella sala VAR di Lissone e sulle ormai famose 'bussate'.


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  • ASCOLTATO ANCHE BUTTI

    Nel corso della giornata è stato ascoltato anche Andrea Butti, ovvero il responsabile dell'Ufficio competizioni della Lega Serie A.

    L'audizione è durata circa tre ore e anche in questo caso non si tratta di un indagato nell'inchiesta, bensì di una persona informata sui fatti.

    Butti ha ricoperto diversi incarichi all'Inter tra il 2002 ed il 2013 e nel 2019 è diventato head of competitions and operations della Lega Serie A. A lui dunque il compito di tenere i rapporti con i club e di definire i calendari del campionato.

  • IL NOME DI SCHENONE

    Nel fascicolo compare inoltre il nome di Giorgio Schenone, ovvero il responsabile dell'Inter per i rapporti con gli arbitri.

    Anche in questo caso si tratta di persona non indagata, ma gli inquirenti starebbero verificando quali potrebbero essere stati i suoi rapporti con Rocchi.

    La sua audizione potrebbe essere centrata su una conversazione dell'aprile del 2025 tra Rocchi e Gervasoni, nella quale il designatore arbitrale faceva riferimento ad un Giorgio parlando di pressioni legate alle designazioni che gli inquirenti considerano favorevoli o sfavorevoli all'Inter.

    Uno dei filoni dell'inchiesta vuole proprio accertare se i club condizionassero la scelta degli arbitri per le partite.

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