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Knezevic, il difensore conteso da Juventus e Torino: meteora in bianconero

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Il suo nome ha lasciato poche tracce nella storia bianconera, eppure Dario Knezevic è stato 'il caso' del calciomercato. Corre l'estate 2008 quando la Juventus piomba improvvisamente sul difensore croato, allora in forza al Livorno, strappandolo al Torino che aveva già raggiunto un accordo di massimo con la società toscana.

Il giocatore, però, preferisce i bianconeri nonostante Madama non stia vivendo esattamente gli anni migliori dopo il terremoto Calciopoli. Una scelta che manderà su tutte le furie il presidente granata Urbano Cairo, al quale alla fine non resterà comunque che ingoiare il rospo.

Poco male perché Knezevic, un po' per problemi fisici e un po' per evidenti limiti tecnici, come detto alla Juventus sarà solo una meteora: una stagione, pochissime presenze, zero trofei e immediato rientro a Livorno dove resta altre tre stagioni prima di tornare in patria per chiudere la carriera col Rijeka.

Un'avventura decisamente meno fortunata rispetto a quella di altri connazionali che hanno vestito la maglia bianconera: da Robert Jarni a Igor Tudor, passando per Alen Boksic e Robert Kovac fino a Mario Mandzukic, divenuto un vero e proprio idolo a Torino.

La rivalità tra Juventus e Torino sul mercato, d'altronde, non è una rarità come dimostra il recente 'scippo' di Bremer o l'acquisto di Federico Gatti, che ha preferito la Signora ai granata.

  • CONSIGLIATO DA CRISTIANO LUCARELLI

    Dario Knezevic arriva in Italia nell'estate del 2006 grazie a un'amichevole tra la sua Croazia e la nuova Italia di Roberto Donadoni, Ct che ha raccolto una pesantissima eredità dopo l'addio di Marcello Lippi al termine dei Mondiali vinti in Germania.

    La partita si gioca proprio a Livorno e la Croazia vince per 0-2 con reti di Da Silva e Luka Modric. Un debutto amarissimo per Donadoni, che schiera una Nazionale ultra sperimentale. Una notte da sogno per Knezevic che schierato da Bilic al centro della difesa a quattro fa un figurone annullando l'idolo di casa Cristiano Lucarelli.

    Tanto che sarà lo stesso bomber amaranto a caldeggiare l'acquisto di Knezevic col presidente Spinelli, che stacca un assegno da 500 mila euro e lo porta a Livorno.

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  • I PRIMI ANNI A LIVORNO

    L'impatto con la Serie A non è tenerissimo, al debutto da titolare col Livorno infatti arriva una pesante sconfitta per 4-1 contro l'Inter. Knezevic torna in panchina fino a novembre inoltrato quando inizia a giocare con una certa regolarità mettendo in mostra le qualità che avevano impressionato Lucarelli.

    A quel punto però di traverso si mette la sfortuna. Un problema fisico infatti lo costringe ai box per tre mesi da gennaio ad aprile. Al rientro in campo Knezevic, subentrato al 59' al posto di Fabio Galante contro il Cagliari, ci mette pochi minuti per recuperare il tempo perduto segnando il suo primo goal in Serie A. Un goal che regala tre punti pesantissimi al Livorno. La sua prima stagione italiana si chiude così tra luci ed ombre con 13 presenze tra campionato e Coppa Italia.

    Nel 2007/08 il difensore croato diventa un titolare inamovibile saltando appena tre partite, di cui una per squalifica, e realizzando ben tre goal contro Siena, Sampdoria e MIlan. Una stagione da incorniciare, insomma, che accende il derby di mercato.

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  • IL BLITZ DELLA JUVE, LA FURIA DI CAIRO

    La prima società a interessarsi concretamente a Knezevic è il Torino, tanto che Spinelli firma un accordo con la società granata sulla base di 1,5 milioni di euro per la metà del cartellino. Il 30 giugno 2008 però il direttore sportivo della società labronica, Signorelli, trova l'intesa col collega bianconero Alessio Secco per il trasferimento di Knezevic alla Juventus. La formula è quella del prestito oneroso da 700 mila euro con il diritto di riscatto della metà fissato a 1,5 milioni. Scoppia il caos.

    Cairo, furioso, minaccia di adire le vie legali nei confronti del Livorno: "Non credo che si possa vendere un giocatore due volte, è una questione di buona fede. Il mondo del calcio deve avere delle regole. Uno non può vendere un appartamento a due persone diverse".

    Mentre il direttore sportivo della Juve, Secco, smentisce presunte irregolarità: "Dieci giorni fa mi sono accordato verbalmente con il presidente Spinelli, il giocatore non ha firmato nessun altro contratto oltre al nostro, dal punto di vista federale ogni altro accordo è da ritenersi nullo. La Juve depositerà il contratto oggi o domani. Siamo sereni, perché abbiamo le tre firme: quella di Knezevic, quella del Livorno e la nostra".

    Il presidente Spinelli chiarisce come alla fine decisiva per l'esito dell'affare sia risultata la volontà del giocatore di trasferirsi alla Juventus: "Il Torino si era impegnato molto per prendere il giocatore. Cairo lo voleva ma sui contratti la cosa più importante è la firma del giocatore, che invece si è accordato con la Juventus"

    Una versione confermata dallo stesso Knezevic: "Da piccolo volevo giocare in una grande squadra, ho scelto la Juve e credo di aver fatto bene. Rispetto il Torino, ma il mio sogno fin da bambino era quello di giocare in un grande club e la Juventus è il più grande di tutti. Per questo non ho mai avuto dubbi su cosa scegliere. Ho giocato in tutte e 4 le posizioni della difesa ma preferisco stare al centro. La concorrenza? Non ho paura, posso fare bene qui".

    L'idolo di Knezevic è un connazionale che ha lasciato discreti ricordi nella Torino bianconera, ovvero Robert Kovac, compagno del croato in Nazionale: "Giocarci insieme con la Croazia mi è servito tanto. Mi ha parlato molto bene dell’esperienza qui alla Juve, mi piacerebbe poter fare bene quanto ha fatto lui".

  • L'INFORTUNIO E IL FLOP

    Knezevic è pronto a coronare il suo sogno, ma di mezzo si mette ancora una volta la cattiva sorte. Durante gli Europei giocati da titolare con la sua Croazia infatti, in uno scontro con il proprio portiere Vedran Runje nell'ultima gara della fase a gironi contro la Polonia, si procura uno stiramento ai legamenti del ginocchio sinistro.

    Nulla di gravissimo, ma comunque un infortunio serio come conferma il dottor Riccardo Agricola: "Le visite mediche hanno avuto un esito positivo, è stata riscontrata un'infiammazione a livello osseo del ginocchio, per guarire sono necessari trenta-trentacinque giorni di inattività e lavoro differenziato, ma è una situazione risolvibile a breve. A fine luglio dovrebbe iniziare ad allenarsi con la squadra".

    Knezevic, chiuso da Mellberg, Legrottaglie e Chiellini, dovrà aspettare fine settembre per debuttare con la Juventus e lo farà in una gara di Champions League contro il BATE Borisov quando subentra al 18' del primo tempo proprio al posto dell'infortunato Legrottaglie. Il croato viene confermato da Ranieri nelle successive due gare di campionato contro Palermo e Napoli ma per la Juventus arrivano altrettante sconfitte.

    L'ultima volta di Knezevic in bianconero è datata 29 ottobre 2008 a Bologna. In quell'occasione, infatti, subisce un nuovo infortunio al ginocchio sinistro con distacco di un frammento cartilagineo. ll difensore croato viene operato il 2 novembre e tornerà a disposizione solo dopo parecchi mesi collezionando appena due panchine ma senza più mettere piede in campo. L'unica presenza arriva con la formazione Primavera nella partita contro il Modena del 14 marzo 2009. Il matrimonio con Madama, insomma, è ufficialmente finito.

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  • IL RITORNO A LIVORNO E L'INTERESSE DELLA ROMA

    La Juventus non lo riscatta, Knezevic quindi rientra a Livorno dove resta per altre tre stagioni giocando con discreta continuità tra Serie A e Serie B. Nel 2010 sul croato piomba la Roma come confermato dal presidente Spinelli a 'vocegiallorossa.it': "La Roma è fortemente interessata al nostro difensore.Ci sono anche altre squadre di A ma la priorità assoluta del ragazzo è giocare nella Roma. Pradè ha messo sul piatto un paio di giovani ma in questo momento è troppo presto per parlarne“.

    Alla fine non se ne farà nulla e Knezevic scende in B col Livorno finché nell'estate 2012 il difensore non decide di tornare in patria per vestire nuovamente la maglia della sua prima squadra, il Rijeka. L'avventura a Livorno si chiude così definitivamente dopo 140 presenze e 4 goal.

    Il ritiro dal calcio giocato d'altronde è ormai questione di poco tempo. Nel 2015, dopo un paio di buone stagioni, a 33 anni Knezevic annuncia l'addio.

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