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Marco Di Bello Getty

Gazzetta dello Sport - Di Bello male in Juve-Bologna: rischia un mese di stop

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Non è stata una domenica tranquilla per Marco Di Bello, finito nell'occhio del ciclone per l'errore commesso nel secondo tempo di Juventus-Bologna: sul risultato di 0-1, non è stato punito un fallo da rigore di Iling Junior su Ndoye.

Un intervento non genuino che avrebbe meritato anche il cartellino rosso, con conseguenze nefaste per la 'Vecchia Signora' che ha poi trovato la rete del pareggio grazie alla testata di Vlahovic.

Come riportato da 'La Gazzetta dello Sport', per il fischietto pugliese si va verso uno stop non banale che gli farà saltare le prossime giornate.

  • UN MESE DI STOP

    Di Bello dovrebbe rimanere 'ai box' per le prossime due o tre giornate: considerando che di mezzo ci sarà la sosta dedicata alle nazionali, lo stop sarebbe quantificato in un mese.

    Nel mirino dei vertici arbitrali c'è anche il VAR Fourneau (e, parzialmente, anche l'AVAR Nasca): il suo mancato intervento è considerato ancora più grave, un immobilismo che stona con l'evidenza dell'errore commesso in campo.

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  • Di Bello Juve BolognaGetty/GOAL

    "HO VISTO BENE"

    Di Bello, secondo quanto riferito da 'la Repubblica', aveva provato a chiarirsi in presa quasi diretta con la panchina del Bologna, spiegando le sue ragioni.

    "Ho visto bene io, sono caduti insieme".

    Parole che, dal punto di vista del direttore di gara brindisino, giustificherebbero il mancato intervento del VAR.

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  • GLI AUDIO TRA ARBITRO E VAR

    Oltre un mese fa è stata annunciata la pubblicazione degli audio più rilevanti tra arbitri e sala VAR, destinata però a slittare.

    Servirà un po' di tempo, insomma, per conoscere i colloqui tra chi è preposto a prendere alcune decisioni scottanti come quella dell'Allianz Stadium.

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  • Thiago Motta BolognaDAZN

    LE REAZIONI IN CASA BOLOGNA

    L'amministratore delegato felsineo, Claudio Fenucci, aveva parlato di "errore insopportabile" subito dopo il triplice fischio, mentre ancor più scenica era stata la reazione di Thiago Motta.

    Il tecnico italo-brasiliano aveva preferito scegliere la strada del silenzio per 'commentare' l'episodio incriminato, affidandosi soltanto ad alcune inequivocabili smorfie. Che, forse, valgono più di mille parole.

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