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Aurelio De LaurentiisGetty

De Laurentiis e la Nazionale: "Niente 32enni e neanche 28enni: magari sono finti italiani"

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Messa da parte la sosta, in casa Napoli è tempo di tornare concentrati sugli obiettivi da portare a termine: a partire dal campionato, con la sfida sul campo del Verona che aprirà la nona giornata.

Una pausa parecchio 'movimentata' per i tifosi azzurri, assaliti dalle voci di una possibile nomina di Antonio Conte al posto del traballante Rudi Garcia, finito sulla graticola dopo lo scivolone interno rimediato contro la Fiorentina.

Di questo e anche di altro ha parlato Aurelio De Laurentiis ai giornalisti presenti a Castel Volturno, sede degli allenamenti del Napoli: il patron partenopeo, con queste dichiarazioni riportate da 'La Gazzetta dello Sport', si è soffermato anche sulla Nazionale e sul rapporto tra Garcia e i giocatori.

  • "CONTE? NO COMMENT"

    "Non mi chiedete di Conte, sarebbe un’azione di disturbo in questo momento. Con lui abbiamo fatto delle vacanze alle Maldive anni fa. Abbiamo mantenuto dei rapporti, ci sentivamo anche quando stava in Inghilterra. Mi sento ancora con Mazzarri, Ancelotti, Benitez, Reja. Il resto è solo un pettegolezzo che demolisce chi oggi è incaricato di allenare la squadra e che mi infastidisce".

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    L'INFORTUNIO DI OSIMHEN E LA NAZIONALE

    "Dal 2013 a oggi abbiamo incassato – mi pare – 4,3 milioni di rimborsi come partecipazione dei nostri giocatori alle partite delle nazionali, pur avendo sempre più di 10 convocati. Non va bene: secondo me in Nazionale non dovrebbero giocare i 32enni ma neanche i 28enni. E magari sono anche finti italiani. Oggi abbiamo calciatori fortissimi già a 18 anni: ma se non li facciamo giocare, come diventano campioni? E poi il club dovrebbe decidere se accettare la convocazione, poter dire no se è un’amichevole, per esempio. Se io ho pagato un giocatore 50 milioni e mi torna infortunato, dovrebbero risarcire il club del costo, per tutto il periodo in cui starà fuori. Pensate adesso a Neymar...".

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  • NIENTE PIÙ GESTI D'INSOFFERENZA

    "La prima cosa che ho fatto venendo qui è parlare con tutti i calciatori. E sono tutti con Garcia. Ho detto: siamo stati troppo signori perché vogliamo che voi lo siate, se noi applicassimo subito multe e contro-multe non sarebbe un buon inizio di convivenza. Non voglio più vedere gesti: la prossima volta che uno farà un gesto del genere pagherà per la prima e la seconda volta".

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